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FINALMENTE i bambini e ragazzi milanesi e dell’hinterland potranno avere un abbonamento gratuito fino ai 14 anni!

Il biglietto speciale di ATM  in occasione dell’edizione 2012 di Siamo nati per camminare

Perché è importante?
Fino a oggi sul tema c’era confusione e una giungla tariffaria fra Comune (bambini fino a 10 anni gratis però massimo due per adulto) e Regione (ragazzi fino a 14 gratis però solo con i genitori).
Con la revisione delle tariffe ATM prevista nel 2019, i bambini e i ragazzi potranno usare i mezzi gratuitamente, sempre e senza vincoli.
Questo vuol dire sia promuovere l’autonomia dei ragazzi, sia dare un aiuto concreto alle famiglie.
Ma vuol dire anche fare affezionare i bambini e i ragazzi al trasporto pubblico: avranno la loro tessera, saranno orgogliosi di essa, li farà sentire importanti e responsabili. E se ne ricorderanno quando saranno grandi.

SETTE LUNGHI ANNI, FINALMENTE CI SIAMO RIUSCITI
Dopo che nel 2006 avevamo chiesto e ottenuto dalla sindaca Moratti che due bambini fino a 10 anni potessero viaggiare gratis con un adulto, dal 2011 abbiamo iniziato a chiedere di più al sindaco Pisapia, poi nel 2016 l’avevamo chiesto ai candidati sindaci , e dopo la sua promessa siamo tornati a chiederlo al sindaco Beppe Sala nel 2017. E durante ciascuna delle edizioni di Siamo nati per camminare l’abbiamo sempre ribadito!

Un’altra battaglia vinta!

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3.427 volte grazie!

Grazie al vostro contributo per il 5×1000 del 2017 siamo riusciti a:

  • realizzare Trèntami, ZONA 30 gente contenta! La prima sperimentazione a Milano di ZONA 30, organizzata da Genitori antismog e Fiab Ciclobby
  • pagare la nostra membership 2018 all’orgnizzazione non governativa Transport & Enviroment Bureau, per conoscerne buone pratiche europee per una mobilità sostenibile e condividerne le campagne
  • pagare la consulenza fiscale per la nostra associazione

Guarda il  Rendiconto_5x1000

 

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TréntaMI: zona 30 gente contenta

Pronti, partenza, via!!!

Trentami

Per quattro giorni, dal 10 al 13 maggio 2018, nell’area delle vie Don Bosco, via Scrivia, via Tagliamento e piazza San Luigi, si potranno toccare con mano i vantaggi della moderazione del traffico.
TréntaMI: ZONA 30 gente contenta è la prima sperimentazione a Milano di ZONA 30 organizzata dalle associazioni Genitori Antismog e FIAB Ciclobby, con la consulenza dell’architetto ed urbanista Matteo Dondé e con il contributo dei residenti
e cittadini. Un lavoro quindi “dal basso” che ha ricevuto il convinto appoggio e la partecipazione del Comune di Milano.

Scopri il programma e partecipa anche tu!

Guarda il Comunicato stampa e la Rassegna stampa

Cosa è una ZONA 30?
ZONA 30 è un intervento urbanistico semplice, efficace e a basso costo, che migliora
la convivenza tra tutti gli utenti della strada (automobili, pedoni, ciclisti…) e cambia il
modo di viverla: non più solo asse viario ma uno spazio di relazione tra una pluralità
di utenti e funzioni.
(altro…)

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Una città gentile e inclusiva

Vi invitiamo a GUARDARE e CONDIVIDERE lo straordinario intervento di Matteo Dondé, Architetto Urbanista e Pianificatore di spazi pubblici, che spiega come sia in atto in Europa un approccio urbanistico che rivoluziona il concetto stesso di strada, intesa finalmente come LUOGO di relazioni e funzioni e non solo come asse viaria.
Cambiare si può e non ci sono più scuse per non farlo!
(L’intervento di Matteo Dondé inizia al minuto 40 – il video si trova in fondo alla pagina)
https://www.ridef2.com/conferenze-ridef

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ATM, quale politica?

Dopo l’annuncio dell’aumento tariffario previsto per il 2019, è di pochi giorni la notizia che ATM ha varato un abbonamento agevolato a 50 Euro per disoccupati e inoccupati milanesi.
I due annunci non sono per noi in conflitto, perché se la protezione delle fasce deboli è indiscutibile, anche un eventuale aumento del biglietto può essere condiviso, purché ATM spieghi quale politica e visione ha per il futuro della città metropolitana.
Altrimenti, un mero aumento tariffario potrebbe depotenziare gli sforzi dei cittadini verso la mobilità sostenibile, proprio in un momento in cui è fondamentale incoraggiarla.

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Bike-sharing e sosta “selvaggia”: ecco la soluzione!

Abbiamo pubblicato sulla nostra pagina Facebook un post ironico e provocatorio a proposito della polemica sul conflitto pedoni-ciclisti a seguito del diffondersi dei servizi di bike-sharing a flusso libero.
La comparsa delle bici arancioni di Mobike e gialle di OFO a Milano è stata notata da molti, anche a causa di alcuni maleducati che le lasciano in mezzo ai marciapiedi e ai vandali che le distruggono, arrivando a gettarle anche nei Navigli.

Ovviamente ogni comportamento incivile è da condannare, con il nostro post ironico abbiamo voluto evidenziare come siamo così assuefatti dalle decine di migliaia di moto e auto parcheggiate illegalmente sui marciapiedi ogni giorno da non notarle più, e invece notare qualche bici parcheggiata male. Un paradosso.

Secondo i dati del Comune di Milano (PGTU) ogni giorno a Milano ci sono 16.000 moto e 28.000 auto parcheggiate abusivamente sui marciapiedi, che secondo i nostri calcoli occupano 380.000 mq, pari alla superficie di tutto il Parco Sempione!
Una semplice soluzione: una rastrelliera ogni 20 auto!

La nostra proposta semplice e a basso costo che rivolgiamo all’assessore Granelli e al sindaco Sala è quella di installare una rastrelliera da 10 posti bici ogni 20 posti auto in carreggiata. A Milano ci sono circa 250.000 stalli auto in strada, riducendo quindi del solo 5% l’offerta di posti auto (12.500 su 250.000) avremo quindi 125.000 posti bici in più, senza occupare spazio sui marciapiedi.

(altro…)

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Lettere spedite

Motori rombanti in gara in città? No grazie!

Milano, 30 giugno 2017, abbiamo scritto a Sindaco e assessori al turismo, ambente e mobilità

Motori rombanti in gara in città? No, grazie!
Apprendiamo dalla stampa con sconcerto, incredulità e rabbia che la Regione Lombardia ha
promosso a Milano un rally automobilistico, con un tracciato che interesserà in modo diffuso
non solo la città e la sua area metropolitana, ma addirittura il centro storico, con passaggi anche in
piazza Castello e in Duomo, dunque persino in piena AreaC.
Riteniamo inaccettabile che in una città già pesantemente congestionata dal traffico, con gravi
problemi di inquinamento atmosferico e da rumore, problemi tanto noti, anche nei loro effetti,
quanto lontani dall’essere risolti, si possa autorizzare e promuovere una manifestazione nella
quale le vie cittadine diventano il circuito di una gara di veicoli a motore.
Non ci è chiaro quale visione dello sviluppo urbano esprimano queste iniziative, quale contropartita
ne riceva in cambio Milano, né se una simile attività possa davvero definirsi “evento sportivo”,
concetto nel quale dovrebbe prevalere un’idea salutare, qui all’evidenza assente.
Ma in ogni caso dubitiamo fortemente che questo sia il modo per promuovere una città attrattiva ed
accogliente, sostenibile e a misura di persona.
Riteniamo, oltretutto, che simili scelte si pongano in aperta contraddizione con l’impianto di
politiche ambientali, come AreaC, che si pongono l’obiettivo di scoraggiare e ridurre l’afflusso di
traffico privato motorizzato, a favore di trasporto pubblico e mobilità dolce.
Lo diciamo, pacatamente ma con forza, a tutte le istituzioni milanesi e lombarde: state
dando un messaggio sbagliato, di cui davvero non si sentiva il bisogno!
Con impegno, e talvolta con fatica, le nostre associazioni ambientaliste, con molti cittadini, da tanti
anni lavorano, anche insieme alle istituzioni e alle amministrazioni locali, per favorire lo sviluppo di
città sane, piacevoli, ambientalmente consapevoli e con elevati standard di qualità della vita.
Se Milano vuole seriamente essere all’avanguardia nelle politiche della mobilità sostenibile, come
può offrire il suo palcoscenico a iniziative che di sostenibile non hanno proprio nulla?

Chiediamo
al sindaco Giuseppe Sala, anche nel suo ruolo di sindaco della città metropolitana, alla vice
sindaco Anna Scavuzzo, all’ Assessore alla Mobilità e Ambiente Marco Granelli e all’Assessore a
Turismo, Sport e Qualità della vita Roberta Guaineri
di ritirare il patrocinio del Comune di Milano alla manifestazione
e di non consentire il ripetersi di analoghe iniziative in futuro.

FIAB Milano Ciclobby
Genitori Antismog

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L’NO2, i riscaldamenti e la disinformazione sullo smog

Non solo PM10!

La popolazione di Milano e dell’area metropolitana è esposta costantemente a valori di diossido d’azoto (NO2) superiori anche del 100% ai limiti imposti dalla normativa.
Nel 2015, 7 centraline milanesi su 8 hanno registrato il superamento dei limiti di legge come media annuale di NO2.

Cos’è il diossido d’azoto? Gli NOx, e in particolare l’NO2, sono gas nocivi per la salute umana in quanto forti irritanti delle vie polmonari. Provocano irritazioni delle mucose, bronchiti e patologie più gravi come edemi polmonari. I soggetti più a rischio sono i bambini e le persone già affette da patologie all’apparato respiratorio. L’NO2 è responsabile in Italia di 21.600 morti premature all’anno.

Da dove arrivano gli ossidi d’azoto? Nell’area metropolitana di Milano la principale fonte di emissione è il trasporto su strada (66%), seguita dalle combustioni non industriali (14%). I riscaldamenti sono ricompresi nelle combustioni non industriali. La causa principale del NO2 da traffico sono i motori diesel (fonte: ARPA Lombardia).

La disinformazione sullo smog

Guardate questo titolo di Repubblica Affari e Finanza: “Il riscaldamento in città inquina più del traffico“.

E’ mai possibile, dato che sono anni che noi diciamo esattamente il contrario, citando studi e dati scientifici!? Infatti no, non è possibile. Il giornalista cita uno studio di “Autopromotec” che a sua volta si baserebbe su uno “studio del Politecnico”.
Peccato che il giornalista e Autopromotec -o in malafede o per ignoranza- semplificano prendendo in esame il solo CO2, l’anidride carbonica, come “inquinamento”. Peccato che il CO2 non sia dannoso, in queste concentrazioni, per la salute umana (sebbene sia un grosso problema per l’effetto serra). Peccato che lo studio originale dica anche che per quel che riguarda il PM10 a Milano il 73% dell’origine sia il traffico e solo il 24% i riscaldamenti. E chissà come mai questo dato non viene citato nel pezzo. Ma mentre le polveri sottili sono responsabili in Italia di 59500 morti premature all’anno il CO2 non ne causa.

Però il danno ormai è fatto. L’articolo ha già centinaia di condivisioni e così noi dovremo ancora combattere contro la disinformazione e il pregiudizio che la causa principale dello smog in città siano i riscaldamenti.

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Iniziative

Siamo nati per camminare, conversazione sulle regole con Gherardo Colombo

Quando abbiamo cominciato a lavorare all’edizione 2017 di Siamo nati per camminare abbiamo pensato subito che a questo punto del nostro percorso fosse fondamentale approfondire il tema delle relazioni tra le persone che condividono la strada e, decisivo nella definizione di questa relazione, il rapporto che ognuno di noi ha con le regole.

Abbiamo preso dallo scaffale “Sulle regole” e “Le regole raccontate ai bambini” di Gherardo Colombo e da lì siamo partiti. Il passo successivo è stato incontrarlo e farci raccontare come si può affrontare un tema tanto complesso con i bambini.

 

 UNA CONVERSAZIONE SULLE REGOLE

CON GHERARDO COLOMBO

 

COSA SONO LE REGOLE E A COSA SERVONO

SNPC: Da quando ha lasciato la magistratura è impegnato su molti fronti, ma ciò che fa più di tutto è girare per l’Italia, nelle scuole e nei circoli, a parlare di giustizia e della relazione tra regole e persone e di come questa relazione influisca sulla vita pratica di ciascuno di noi. Forte di questa straordinaria esperienza sul campo ci dice come si spiega a un bambino che cosa sono le regole?

Colombo: La regola è un aiuto, qualcosa di necessario nel momento in cui dobbiamo relazionarci con gli altri, quando facciamo parte di una comunità anche piccola come la propria famiglia. Le regole servono per poter prevedere in qualche misura quale sarà il comportamento degli altri e dunque per potersi affidare a loro, per potersi fidare. Ogni bambino in casa propria fa esperienza di queste cose: si va a letto a una certa ora, si lavano i denti dopo aver fatto colazione, ecc. Anche quando i bambini giocano hanno bisogno di mettersi d’accordo sulle regole. Le leggi sono una sottocategoria delle regole.

 

COME CAPIRE SE UNA REGOLA È GIUSTA

SNPC: Dato che le regole vengono fatte dalle persone, il loro contenuto può essere molto diverso e dunque può apparire non condivisibile da parte di qualcuno o anche di molte persone. Come si fa a capire che una regola è giusta?

C.: La strada è quella dell’esperienza, dello sperimentare, del verificare concretamente quali sono le conseguenze di una regola, tendendo ovviamente in considerazione che le regole dovrebbero essere indirizzate a far stare meglio le persone, a farle vivere in modo più dignitoso e dare loro le maggiori possibilità di scegliere, il che è poi la premessa per poter ricercare la propria felicità.

 

E SE PENSIAMO CHE UNA REGOLA SIA INGIUSTA

SNPC: Il codice della strada prevede ad esempio che monopattini e skate non possano essere utilizzati né sulla carreggiata né sui marciapiedi. Di fatto non potrebbero essere utilizzati se non nei parchi. D’altra parte sono un mezzo molto utile ed efficiente con cui i bambini amano recarsi a scuola. Come si fa se si percepisce come ingiusta una regola? 

C.: Di fronte ad una regola che si ritiene ingiusta non possiamo limitarci a dire “non la rispetto perché non sono d’accordo”, ma possiamo legittimamente esprimere il nostro dissenso facendo attivo esercizio di cittadinanza e chiedendo alle autorità competenti che sia modificata.

 

REGOLE: OBBLIGO, FASTIDIO O AIUTO

SNPC: Il nostro progetto parla di come le nostre scelte in materia di mobilità siano in grado di influire sulla qualità della vita dell’intera comunità, dove la qualità non dipende solo dal mezzo scelto ma soprattutto dalle relazioni che si creano con le altre persone con cui condividiamo la strada. 

La domanda che in questa edizione rivolgiamo agli alunni è: “Come si fa a migliorare le relazioni tra coloro che condividono la strada?” Una domanda che speriamo serva anche per stimolare i bambini a riflettere sul rapporto che ognuno di loro ha con le regole. A questo proposito è facile notare che spesso le regole vengono percepite come un obbligo e quindi vissute con un certo fastidio. Come si fa a modificare questo atteggiamento?

C.: Innanzitutto bisogna tenere presente che le regole non ci pongono solo obblighi, ma sono anche la fonte dei nostri diritti: il divieto delle auto o delle moto di spostarsi utilizzando i marciapiedi garantisce ai pedoni il diritto di muoversi in quello spazio in sicurezza e tranquillità. In secondo luogo è fondamentale che le persone capiscano il perché delle regole: se ciò non accade, diventa quasi normale non osservarle.

Basta fare un giro per le strade delle nostre città per vedere che le auto in divieto di sosta sono tantissime, come ad esempio quelle in doppia fila davanti alle scuole, oppure basta provare ad attraversare sulle strisce per notare che gli automobilisti che si fermano per far passare i pedoni sono pochi, o ancora sedersi fuori da un bar lungo un viale per osservare che le macchine superano frequentemente i limiti di velocità: la tendenza a non rispettare le regole è molto diffusa. Questo avviene perché molte persone non capiscono a cosa servono queste regole, qual è il loro scopo, quale influenza hanno sulla qualità della nostra vita.

Ciò che allora bisognerebbe fare è aiutare i bambini, ma anche gli adulti, a mettersi dentro le regole, comprendendone i motivi, e farsene custodi.

 

PERCHÉ PIÙ REGOLE E CONTROLLI NON SONO LA SOLUZIONE

SNPC: Quando le cose non funzionano il primo commento che si sente fare è che occorrerebbero più regole e più controlli pensando che, aumentandone numero e potere coercitivo, la situazione possa migliorare. 

C.: È un problema di natura culturale, legato a come impostiamo il rapporto, la relazione con gli altri.

In una comunità in cui i cittadini non comprendessero le ragioni delle regole, si renderebbe necessario attivare un controllo così vasto e diffuso, che sarebbe di fatto impossibile attuarlo e mantenerlo nel tempo. Ma non sarebbe necessario un controllo così incisivo se le persone si fossero messe dentro il senso delle regole: un automobilista non dovrebbe parcheggiare la macchina in divieto di sosta non per paura della multa, ma perché è lui stesso che controlla il proprio comportamento, perché consapevole delle conseguenze che questo ha sulla vita degli altri.

Se non cogliamo il senso della regola difficilmente sentiremo l’esigenza di rispettarla e la eluderemo ogni volta che ci sembrerà conveniente (per risparmiare tempo, essere più comodi, ecc.).  In una comunità in cui i cittadini siano essi stessi custodi delle regole non servono molti controllori. Se ci sentissimo tutti custodi di una regola, su quella regola potremmo tirare una riga. Più regole sono necessarie e più il sistema delle relazioni all’interno di una comunità rivela mancanza di fiducia e solidarietà.

SNPC: Veniamo a un tema che ci è caro come associazione Genitori Antismog: quello dell’inquinamento dell’aria. Nelle nostre città una percentuale rilevante è dovuta al traffico. Le persone tendono a non ritenersi responsabili di questi problemi, a non vedere il legame tra causa ed effetto, tra i loro comportamenti di mobilità e la qualità dell’aria. E si tende quindi a delegare a qualcun altro, al legislatore, la responsabilità di risolvere questi problemi: una volta che si è superato un certo numero di giorni con livelli di inquinamento al di sopra di una certa soglia scattano i divieti di circolazione. Come si fa in questo caso?

C.: Oggi si guarda più alla repressione che alla prevenzione, la legge interviene soltanto dopo che il danno è stato causato. Occorrerebbe ribaltare questo approccio spostando l’attenzione sulla prevenzione, in modo da evitare che si producano danni alla salute, alla qualità della vita delle persone e dell’ambiente in cui viviamo. Anche in questo caso dunque è necessario che i singoli si sentano responsabili delle proprie azioni e delle loro conseguenze.

 

PERCHÈ DISCUTERE DELLE REGOLE A SCUOLA

SNPC: Munari scriveva che dipende dagli educatori e da ciò che impariamo nei primi anni di vita se la nostra società potrà migliorare. E aggiungeva che se si vuol far crescere la collettività e ritrovarsi in un mondo civile occorre prendere esempio da ciò che si fa nelle scuole materne giapponesi: “si dice ai bambini che ognuno deve esprimere il proprio impegno, ma non imporlo”.  Un altro modo per dire che l’unico modo per sperare di migliorare la società è abituarsi sin da piccoli a dare il meglio di sé nel rapporto con la collettività e uscire dalla logica della regola come imposizione.

C.: Interrogarsi sui motivi che ci spingono ad osservare una regola, discuterne con i propri compagni e insegnanti, capire meglio i motivi che ne stanno alla base, le conseguenze del suo mancato rispetto è fondamentale per motivare i bambini a farsi custodi del valore della regola e, in prospettiva, formare cittadini in grado di immaginare in futuro nuovi diritti e forme migliori di convivenza.

 

Per ulteriori approfondimenti consigliamo di visitare il sito www.sulleregole.it, dell’ASSOCIAZIONE SULLE REGOLE di cui Gherardo Colombo è tra i soci fondatori.

 

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Approfondimenti

Velocità e frequenza: così i mezzi pubblici battono l’auto

Non solo metropolitane

Nei giorni scorsi il sindaco Beppe Sala si è mostrato attento al trasporto pubblico.
La grossa fetta degli investimenti statali e locali per il trasporto pubblico finisce però in metropolitane, quando invece con pochi soldi è possibile migliorare e di molto i mezzi in superficie.

Un grosso limite di autobus e tram urbani è la “velocità commerciale”.

Nella tabella si vede come Milano sia in fondo fra le città europee per quel riguarda la velocità commerciale delle linee tranviarie (fonte e per approfondire: http://muovi-ti.blogspot.it/…/perche-milano-non-si-e-mai-de…).

Per velocizzare i mezzi di superficie servono pochi soldi e un po’ di volontà: corsie preferenziali esclusive e asservimento semaforico.

Chiediamo all’assessore Marco Granelli: quanto dobbiamo aspettare ancora perché il piano di preferenziazione di molte linee di ATM del 2009 (!) sia finalmente messo in atto?

Ad esempio nelle foto: ecco come risulterebbe via Solari con la preferenziale protetta secondo il progetto ATM.

Per preferenziare le linee di superficie bisogna togliere spazio alle auto. Ma si tratta solo di un atto di equità. Nell’illustrazione di Fabian Todorovic è mostrato efficacemente perché è giusto creare corsie riservate per il trasporto pubblico a discapito di quello privato.

Un autobus lungo 12 metri, che occupa 30 mq, trasporta 50 passeggeri comodi. Gli stessi passeggeri in auto creerebbero una colonna lunga 250 metri occupando 500 mq.

250 metri contro 12. E’ questo il disequilibrio di spazio pubblico a favore delle auto per far muovere lo stesso numero di persone.

E’ venuto il momento di riequilibrare l’uso dello spazio urbano.

 

Oltre alla velocità, serve la frequenza!

ATM, dopo aver tagliato le linee notturne, dal 5 febbraio ha eliminato molte corse domenicali su alcune linee di tram di forza (vedi immagine) e altri tagli sono stati annunciati il 14 febbraio al di fuori degli orari di punta, anche per linee metropolitane.

Il trasporto pubblico deve poter essere competitivo nei confronti di quello privato in termini di tempo di spostamento totale. Milano ha una buona rete, e spesso sono sufficienti due sole linee per spostarsi fra due punti qualsiasi della città. Ma se gli utenti devono perdere anche mezz’ora (15’+15′) solo per il tempo di attesa, che messaggio viene dato alla città? Chi potrà, sceglierà l’auto.

Affinché si possa preferire il trasporto pubblico al posto di quello privato occorre che la frequenza dei mezzi sia elevata, sempre, anche nei festivi e non solo nelle ore di punta.

Chiediamo quindi di revocare questi tagli al trasporto pubblico e di investire in corsie preferenziali esclusive e protette: velocità e frequenza!

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Noi e Milano, 100 metri sotto il cielo

 

Cari amici,

la prima immagine tratta da MilanoCam.it ci mostra il tramonto del 17 dicembre, la seconda immagine di ARPA Lombardia mostra la qualità dell’aria nella stessa giornata… L’assenza di vento e l’inversione termica tipica dell’inverno favoriscono l’accumulo di inquinanti al suolo. A Milano e dintorni passiamo le giornate in uno strato di 100 metri di polveri, gas tossici e nebbia. Poco sopra un cielo stupendo ma noi viviamo lì sotto.
Lo ripetiamo ancora una volta: la colpa non è del meteo, né della conformazione della pianura padana. La nebbia è un fenomeno naturale e non è tossica, mentre polveri sottili e ossidi di azoto li emettiamo noi, soprattutto con i mezzi motorizzati, soprattutto con i diesel. La Lombardia ha uno dei tassi di motorizzazione più alti d’Europa: su 10 milioni di abitanti, ci sono 6 milioni di automobili, 1 milione di moto e motorini e solo 11 mila autobus…

Noi non ci perdiamo d’animo e quest’anno che si va concludendo abbiamo avuto grandi soddisfazioni: (altro…)

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Lettere spedite

Il Sindaco e la nuova visione della città

Milano, 5 dicembre 2016

Abbiamo scritto una lettera al Sindaco Sala e all’Assessore alla mobilità e all’ambiente Granelli con alcune considerazioni dei Genitori Antismog su quella che per noi deve essere la visione di Milano.

“C’è una particolarità in questa lettera… Abbiamo parlato pochissimo di smog, di biciclette, di morti per malattie respiratorie… Siamo convinti che sia nostro obiettivo comune perseguire l’ideale di “vivere felici in una Milano più bella”, come recita la nostra visione.
Se siamo più felici, siano necessariamente più sani e in forma e meno malati di smog. Se Milano è più bella è necessariamente una città per le persone e non un enorme parcheggio scoperto”.

Leggi la lettera

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Non solo Volkswagen! Le auto diesel rappresentano un serio pericolo per la salute

23 settembre 2015

Il recente scandalo della truffa sulle emissioni delle auto diesel Volkswagen vendute negli USA è solo la punta dell’iceberg. Numerose prove condotte da più istituti su auto di diverse case automobilistiche hanno rilevato che le emissioni reali superano di molte volte i limiti di legge europei.
In Europa ben 9 auto diesel su 10 di ultima generazione provate su strada non rispettano i limiti di legge riguardo le emissioni di NOx (ossidi di azoto), eppure tutte hanno passato i test. Secondo l’organizzazione europea Transport & Environment, di cui noi siamo partner, i consumi reali sono fino al 40% più alti di quelli dichiarati e le emissioni di NOx arrivano ad essere superiori di 20 volte rispetto ai limiti di legge.
“Per le nuove auto diesel le emissioni di ossidi di azoto (NOx) sono in media 5 volte superiori ai limiti di legge e solo 1 auto su 10 rispetta sulla strada i limiti previsti. Per alcuni modelli la differenza è così alta che Transport & Environment sospetta che le auto siano in grado di capire quando si svolge il ciclo di test utilizzando un “dispositivo di manipolazione” e così abbassare artificialmente le emissioni durante il test. Per esempio, una Audi A8 diesel su strada produce 21,9 volte più NOx rispetto ai limiti di legge, una BMW X3 diesel 9,9 volte, la Opel Zafira Tourer 9,5 volte, la Citroen C4 Picasso 5,1 volte. Tutte queste auto hanno però superato i test in laboratorio.” (Per maggiori informazioni: http://www.transportenvironment.org/publications/vw%E2%80%99s-cheating-just-tip-iceberg).

Abbiamo sempre sostenuto che le emissioni dei motori diesel, ossidi di azoto (NOx) e polveri sottoli (PM10, PM2.5), sono pericolose per la salute. L’Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito nel 2012 che i fumi dei diesel sono cancerogeni.

(altro…)

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PUMS: Piano Urbano Mobilità Sostenibile

serra-monteceneriMilano, 11 giugno 2015 – Genitori Antismog ha presentato durante un incontro aperto alla cittadinanza le sue osservazioni già depositate sui temi del PUMS. La presentazione è stata fatta insieme ad altre associazioni attente ai temi ambientali, FIAB Ciclobby e Legambiente.

Non siamo contrari alle auto ma a favore delle persone. Il PUMS deve rappresentare il cambiamento culturale in atto nella nostra città. Laddove prima ogni scelta di mobilità era fatta privilegiando l’uso dell’automobile, oggi  l’uso dell’auto in città deve rappresentare l’eccezione e non la regola. Dopo una scrupolosa analisi del PUMS abbiamo stilato un elenco di suggerimenti e osservazioni che offriamo alle istituzioni per spronarli a fare di Milano una città sempre più vivibile, “respirabile” e a misura di persona.”… (altro…)

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Audizione sulla qualità dell’aria e l’inquinamento atmosferico

Il 12 febbraio 2015 abbiamo partecipato a un’audizione sulla qualità dell’aria e l’inquinamento atmosferico della VI Commissione Ambiente e Protezione Civile del Consiglio Regionale della Lombardia.

Durante il nostro intervento abbiamo:

  • sottolineato l’importanza degli obiettivi ambiziosi del PRIA (Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria) già approvato dalla Giunta Regionale nel 2013. Fra questi la riduzione delle emissioni entro il 2020 fino al 41% di polveri fini (PM10 e PM2.5) del 49% degli ossidi di azoto (NOx),
  • denunciato alcune politiche ambientali messe in atto dalla Regione stessa, ad esempio l’incentivazione ai motorini (mezzi altamente inquinanti) e alla costruzione di nuove strade e autostrade che si pongono decisamente in contrasto con il PRIA

Insieme ai Genitori Antismog c’erano anche il Centro di ricerca Polaris dell’Università Bicocca (è intervenuta la presidente Prof. Marina Camatini) e Legambiente Lombardia (ha parlato il presidente Damiano Di Simine)

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Iniziative

Troppo traffico intorno alle scuole di Milano

Milano, maggio 2014
Il 52,7% delle scuole del Comune di Milano si trova a meno di 75 m da strade percorse da più di  10.000 veicoli al giorno. Più di 100 mila studenti- il 56% della popolazione scolastica – sono esposti ogni giorno a elevati livelli di agenti inquinanti. La denuncia arriva dall’Associazione Genitori Antismog, che ha raccolto i dati forniti da AMAT (Agenzia mobilità, ambiente e territorio del Comune di Milano) ed è oggetto di una inchiesta del Corriere della Sera.

 Immagine1ScuoleTotali_0L’esposizione al traffico di prossimità è diffusa in tutta la città, con un picco fra gli studenti della scuola primaria: il 59% degli alunni delle scuole elementari frequenta un istituto posto a meno di 75 m da strade particolarmente trafficate. Un’ulteriore riflessione merita il dato relativo ai più piccoli, ancora più sensibili all’effetto degli inquinanti: almeno il 53% dei bambini di Milano da 0 a 10 anni è esposto agli inquinanti generati dal traffico ravvicinato per molte ore al giorno.
Un livello di esposizione corrispondente a 10.000 veicoli al giorno è pericoloso per la salute. Studi scienifici dimostrano che una strada trafficata vicino ad una scuola aumenta di circa una volta e mezza il rischio di nuovi casi di asma. Secondo una recente analisi europea, il 15-30% di tutti i casi di asma in bambini e ragazzi è attribuibile al traffico di vicinanza. Immagine2StudentiAreaCE’ dimostrato inoltre chi gli scarichi veicolari aumentano il rischio di ammalarsi di polmonite e di otite media e provocano la diminuzione della capacità respiratoria.

La buona notizia è che i dati raccolti nella tarda primavera del 2013 suggeriscono che Area C è efficace nel ridurre i livelli di esposizione al traffico della popolazione: ben il 74% degli studenti che frequentano scuole all’interno di Area C sono esposti a flussi di traffico al di sotto dei 10.000 veicoli giorno nei 75 metri, contro il 39% di quelli che invece frequentano istituti posti fuori da  Area C.


Immagine3StudentiFuoriAreaCGià nel giugno del 2013 un monitoraggio dell’esposizione agli inquinanti a cui hanno partecipato i Genitori Antismog aveva dimostrato che:  le concentrazioni medie in strada fuori da Area C in un giorno feriale sono tre volte superiori a quelle in situazione analoga dentro Area C.

Genitori Antismog chiede al Comune di Milano di

  • inserire a bilancio e rendere operativo in via sperimentale a partire dal 1 Gennaio 2015 l’approntamento di una nuova area esterna ad Area C – che giunga inizialmente almeno fino alla circonvallazione filoviaria – con l’obiettivo di ridurre il traffico attuale in tale area di almeno il 30%,
  • istituire al più presto presso le scuole esposte ad un traffico di oltre 10.000 veicoli/giorno misure di restrizione/divieto di transito del traffico negli orari di ingresso/uscita dalle scuole, provvedimenti di pedonalizzazione e ‘Zone 30’, e contemporaneamente effettuare le dovute verifiche di adeguatezza ambientale presso gli edifici scolastici,
  • continuare a operare politiche in favore della creazione di percorsi ciclabili diffusi in città, affinché siano incrementati almeno del 30% entro fine mandato.

In seguito abbiamo inviato alcune lettere per richiedere interventi immediati (ad oggi senza alcuna risposta)

  • Milano, maggio 2014. Lettera all’ass. Balzani su area C
  • Milano, 31 luglio 2014. Nuova lettera di richiesta indirizzata al sindaco Pisapia
  • Milano, 18 ottobre 2014. Lettera a sindaco e assessori
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