• Il nuovo studio ‪OMS‬ sullo SMOG: 7 milioni di ‪morti‬ nel mondo nel 2012

    Nuove stime OMS sulle morti premature legate all'inquinamento dell'aria. Sono 7 milioni in tutto il mondo nel 2012, il doppio rispetto alle stime precedenti. L'inquinamento dell'aria è il primo fattore di rischio ambientale al mondo. Ridurre l'inquinamento potrebbe salvare milioni di vite.
    I nuovi dati hanno dimostrato un legame forte fra l'inquinamento indoor e outdoor e le malattie cardiovascolari, e fra inquinamento e cancro. Questo si aggiunge al ruolo dell'inquinamento nel causare malattie respiratorie, incluse le infezioni e la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

    WHO, mediacentre, news release of 25.3.2014, Ginevra

    http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2014/air-pollution/en/

  • PM2.5 e glicemia in gravidanza‏

    Il livello di PM2.5 e di esposizione al traffico nel secondo trimestre di gravidanza è associato a un aumento della glicemia, ma non al diabete gestazionale. E' uno studio dell'Università di Harvard e del Boston Children's Hospital condotto su più di 2000 donne dell'area di Boston, con livelli di inquinamento al di sotto dei limiti europei (PM2.5 da 8.5 a 15.9 μg/m3, misurato nel luogo di residenza delle donne). Le donne esposte ai livelli più alti avevano il doppio della possibilità di mostrare intolleranza al glucosio, che aumenta il rischio di gestosi e parto prematuro, oltre che di obesità e diabere nella madre e nel bambino.

    Air Pollution Exposure and Abnormal Glucose Tolerance during Pregnancy: The Project Viva Cohort
    EHP, Abby F. Fleisch, Diane R. Gold et Al.
    Publication: 7 February 2014

    http://ehp.niehs.nih.gov/1307065/

  • Lancet inizia l'anno con un articolo sull'aria in Europa nel 2013

    Il 2013 è stato l'anno dell'aria per l'Europa. La rivista Lancet fa il punto sul nuovo pacchetto di proposte della Commissione Europea: riduzione dei rischi per la salute, compreso il cancro ai polmoni,  minori spese sanitarie, meno danni all' ambiente naturale e agli edifici. Entro il 2030, una spesa annuale europea di € 3,3 miliardi per ridurre l'inquinamento porterebbe a un risparmio di almeno € 40 miliardi."

    The Lancet, Volume 383, Issue 9911, Page 1, 4 January 2014


    http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2813%2962714-2/fulltext

  • L’inquinamento dell’aria uccide anche sotto i limiti dell’Unione Europea

    Uno studio pubblicato su Lancet stima che ogni aumento di 5 microgrammi per metro cubo (5µg/m3) nell’esposizione annuale al particolato fine (PM2.5), aumenta del 7% il rischio di morte per cause naturali.

    “Una differenza di 5µg/m3 è quella che si misura fra una strada urbana trafficata e una località poco esposta al traffico”, ha dichiarato Rob Beelen dell’Università di Utrecht, primo autore dello studio. Il lavoro, che fa parte del progetto europeo ESCAPE, ha esaminato i dati di quasi 370 000 persone in 22 gruppi, seguiti per circa 14 anni. Per ogni persona, i ricercatori hanno stimato l’esposizione annuale media agli ossidi di azoto e al particolato.

    I risultati hanno mostrato che l’esposizione a lungo termine al particolato di diametro inferiore ai 2,5 micrometri (PM2.5)  aumenta il rischio di morte – soprattutto per gli uomini -  anche a livelli molto inferiori ai limiti europei.

    Secondo Beleen, lo studio conferma che i limiti UE per la qualità dell’aria (255µg/m3)  non sono sufficienti a proteggere la salute dei cittadini europei, e che un abbassamento dei limiti fino alle linee guida OMS di 10 µg/m3 ridurrebbe significativamente il numero di malattie e morti premature. 

    Effects of long-term exposure to air pollution on natural-cause mortality: an analysis of 22 European cohorts within the multicentre ESCAPE project

    Beelen et al.  The Lancet, Early Online Publication, 9 December 2013 doi:10.1016/S0140-6736(13)62158-3  

    http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2813%2962158-3/abstract

     

  • Inquinamento e sviluppo prenatale ˗ non solo basso peso?

    L’esposizione all’inquinamento dell’aria e al traffico durante la gravidanza ha un effetto negativo sullo sviluppo del feto.  Un gruppo di ricercatori guidati da Marie Pedersen per il progetto europeo ESCAPE, ha dimostrato che l’esposizione materna al PM2.5  aumenta il rischio di basso peso alla nascita (meno di 2,5 Kg a 37 settimane). Lo studio, che ha coinvolto più di 74 000 coppie mamma-bambino in tutta Europa, è il più attendibile e rigoroso condotto fin ora.
    Ma possono pochi grammi di peso influire significativamente sulla salute infantile? Sembra di sì. La riduzione di peso non è distribuita fra tutti gli organi del corpo, ma colpisce soprattutto cervello e polmoni. In particolare, un aumento della parte carboniosa del PM2.5 si associa a una diminuzione della circonferenza cranica dei neonati, indicativa di una riduzione del volume cerebrale.
    L’effetto sui neonati è misurabile anche a livelli di PM2.5 inferiori ai limiti europei di 25 µg/m3, ed è legato anche ai PM10, all’NO2, e alla  vicinanza al traffico intenso (5000 veicoli al giorno). Se l’Europa rispettasse le indicazioni OMS, e il PM2.5 fosse ridotto a 10 µg/m3, i casi di basso peso alla nascita diminuirebbero del 22%.


    Ambient air pollution and low birthweight; a European cohort study (ESCAPE).


    Pederson et al. The Lancet Respiratory Medicine, November 2013


    http://www.thelancet.com/journals/lanres/article/PIIS2213-2600%2813%2970192-9/abstract

  • Quello che serve ai polmoni per iniziare bene

    Gli eventi prenatali e della prima infanzia influenzano la funzionalità dei polmoni per tutta la vita. Su The Lancet Respiratory Medicine, Janet Stocks e colleghi fanno il punto su quello che sappiamo dello sviluppo dei polmoni e di come l’alimentazione materna, l’allattamento e l’esposizione a fattori inquinanti pesino sulla loro salute, predisponendo a patologie nell’età adulta.
    Tra i fattori protettivi: l’alimentazione ricca di vitamine A, D, E durante la gravidanza, che favorisce un adeguato sviluppo degli alveoli polmonari, e l’allattamento al seno, che migliora la funzionalità polmonare e riduce il rischio di asma. Come prevedibile, il fumo di sigaretta ha un impatto fortemente negativo sulla salute fetale. I bambini esposti alla nicotina prima della nascita hanno polmoni più piccoli, con alveoli grandi e poco numerosi, che predispongono all’invecchiamento precoce dei polmoni. Ѐ confermato il ruolo importante dell’inquinamento atmosferico, incluse le emissioni da traffico e da combustione di biomasse, e i gas ossidanti come l’ozono, che alterano lo sviluppo degli alveoli riducendo la capacità dei polmoni.


    Early lung development: lifelong effect on respiratory health and disease
    Stocks et al. The Lancet Respiratory Medicine, November 2013


    http://www.thelancet.com/journals/lanres/article/PIIS2213-2600%2813%2970118-8/abstract

  • Polmoniti e otiti dei bambini aumentano con l’esposizione al traffico

    I bambini sotto i due anni esposti al traffico sono a maggior rischio polmonite rispetto ai bambini che respirano aria più pulita. Ѐ un altro risultato del grande progetto di ricerca europeo ESCAPE, che ha studiato 10 gruppi di bambini in diversi Paesi europei.
    L’associazione fra inquinanti e infezioni delle vie respiratorie è particolarmente robusta nel primo anno di vita, quando ogni aumento di 5 µg/m3 del  PM2.5 moltiplica per 4 il rischio di polmonite. Significativa anche l’associazione fra NO2 e rischio di otite media.


    Air Pollution and Respiratory Infections during Early Childhood: An Analysis of 10 European Birth Cohorts within the ESCAPE Project. MacIntyre et al., Environ Health Perspect; DOI:10.1289/ehp.1306755  6

    Ottobre 2013


    http://ehp.niehs.nih.gov/1306755/

  • Traffico e inquinamento riducono la capacità polmonare dei bambini in età scolare

    Il gruppo di ricerca del progetto europeo ESCAPE ha dimostrato che i bambini di 6-8 anni che hanno vissuto in zone più inquinate hanno polmoni che funzionano peggio. Lo studio, che fornisce per la prima volta una misura accurata dell’effetto su più di 6 000 bambini in 5 Paesi, osserva un’associazione fra l’esposizione agli ossidi d’azoto (NOx), il PM2.5,  il contenuto di black carbon del PM2.5 e la capacità polmonare misurata con spirometria.
    Anche se l’effetto rimane di piccola entità per il singolo bambino, è sufficiente ad aumentare significativamente il numero di bambini con bassa funzionalità respiratoria, definita come volume d’aria espirata forzatamente in 1 secondo (FEV1)  inferiore all’85% del volume previsto.
    Non è chiaro se il danno degli inquinanti possa essere compensato negli anni dell’adolescenza o se, come suggeriscono alcuni studi,  i bambini esposti entreranno nell’età adulta - quando la capacità polmonare comincia naturalmente a diminuire - con funzionalità già ridotte.
    Air Pollution Exposure and Lung Function in Children: The ESCAPE Project.


    Gehring et al. Environ Health Perspect; DOI:10.1289/ehp.1306770 

    27 Settembre 2013


    http://ehp.niehs.nih.gov/1306770/

  • L’inquinamento da traffico forse legato al cancro nei bambini

    Per la prima volta, i ricercatori dell’Università della California, Los Angeles, guidati da Julia Heck, hanno osservato un’associazione fra l’esposizione all’inquinamento prodotto dal traffico e alcuni tipi di cancro infantile.
    I ricercatori hanno utilizzato i dati su 3 569 bambini nati fra il 1998 e il 2007, identificati attraverso il registro dei tumori della California, di cui si è stimata l’esposizione al traffico  con un modello numerico, il California LINE-Source Dispersion Modeling 4 (CALINE 4),  confrontato a dati di centraline a terra.
    Il modello ha prodotto una stima di esposizione nell’area intorno alla casa di ogni bambino per ciascun trimestre di gravidanza e per il primo anno di vita, che è stata poi confrontata al rischio di cancro.
    I ricercatori hanno osservato che i più alti livelli di esposizione agli inquinanti erano associati a tre rare forme di cancro infantile: la leucemia linfoblastica acuta (che colpisce i globuli bianchi), i tumori a cellule germinali (che colpisce i testicoli, le ovaie e altri organi), e il retinoblastoma (che colpisce la retina), particolarmente nella forma bilaterale, in cui entrambi gli occhi sono coinvolti.
    La correlazione fra cancro e inquinamento da traffico risulta significativa per tutti e tre i trimestri di gravidanza e per il primo anno di vita, e a questo punto è impossibile identificare un periodo di maggiore vulnerabilità.
    Una nota di cautela da Julia Heck che, considerando la rarità delle patologie considerate, attende che i dati vengano confermati da altri studi.

    Childhood Cancer and Traffic-Related Air Pollution Exposure in Pregnancy and Early Life.

    Heck, Environ Health Perspect; DOI:10.1289/ehp.1306761 

    10 Settembre 2013

    http://ehp.niehs.nih.gov/1306761/

  • Mortalita' in aumento con l'esposizione all'inquinamento dell'aria per individui colpiti da infarto

    Importante studio  indica che all'aumento di  10µg/m3  di PM2.5 nell’aria é collegato un incremento del 20% nell’incidenza di mortalità fra i pazienti ricoverati per infarto.
    I ricercatori britannici hanno collegato i dati di 154.204 pazienti sopravvissuti dopo il ricovero in ospedale per sindrome coronarica acuta in Inghilterra e in Galles fra il 2004 e il 2007 alle concentrazioni medie di inquinamento registrate in quelle aree dal 2004 al 2010.
    Gli autori dello studio citano poi alcune dichiarazioni di Pier Mannuccio Mannucci, tra i piú noti medici internisti italiani, direttore scientifico dell'Irccs Policlinico di Milano.

    Exposure to air pollution is associated with increased deaths after heart attacks

    Published: Tuesday, February 19, 2013  in Health & Medicine

    studio pubblicato