I risultati di un monitoraggio dell’aria di Milano: Area C va estesa

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Milano, 7, 8, 9 giugno 2013. In coincidenza con la riunione del Clean Air Working Group del European Environment Bureau e con la conferenza “Due anni dopo: risultati e attese per cambiare Milano” i Genitori Antismog con l’associazione danese EcoCouncil hanno monitorato il livello delle particelle ultrafini a Milano, con un dispositivo P-Trak (Model 8525 Ultrafine Particle Counter). Le misure sono state raccolte ogni secondo utilizzando poi la media del minuto. Sono state scelte 4 postazioni, due fermate di tram (una dentro e una fuori area C), un parco e una circonvallazione sul confine di area C ed effettuati monitoraggi negli stessi luoghi in 3 giorni diversi.

Le concentrazioni medie in strada fuori da Area C in un giorno feriale sono risultate tre volte superiori a quelle in situazione analoga dentro Area C.

I fumi dei diesel sono essenzialmente costituiti da polveri ultrafini (PM0.1), particelle aventi un diametro inferiore a 0.1 micro metro (100 nano metri). Queste particelle si misurano in numero di particelle per cm3 e, nelle città, causano danni gravi alla salute e aumentano il rischio di infarti, ictus, malattie respiratorie e cancro.

L’evidenza scientifica indica una relazione statisticamente rilevante tra tossicità e/o mortalità e l’aumento del particolato di dimensioni più piccole. Un recente progetto lombardo ha accertato che, in prossimità di strade interessate da traffico, il livello degli IPA, i micidiali idrocarburi policiclici aromatici che si aggregano alle polveri ultrafini, può essere anche 5 volte superiore ai livelli misurati altrove, anche in siti concentrazioni di PM10 simili (Parfil, sito arpa Lombardia).

Queste particelle contengono anche fuliggine, il cd. Black Carbon, che contribuisce pesantemente al processo di riscaldamento globale. Una concentrazione di particolato ultrafine di circa 30,000 particelle per cm3, incontrato durante il monitoraggio, comporta che chi inala quell’aria, aspettando un autobus o camminando, inalerà 15 milioni di particelle di gas di scarico per ciascun respiro. Ovvero 225 milioni di particelle per minuto. Questo comporta che gli individui siano pesantemente esposti agli effetti tossici e carcinogenici delle emissioni degli scarichi. Ancora maggiore sarà l’assorbimento proporzionale di un bambino il cui ritmo respiratorio è molto maggiore di quello di un adulto.

Questi inquinanti possono essere rimossi efficacemente dall’aria della nostra città diminuendo le auto e riducendo il traffico motociclistico.

L’allargamento di Area C è una necessità improcrastinabile di salute pubblica, perché una fetta enorme della popolazione è ancora esposta a inaccettabili livelli di traffico ed ai suoi fumi e solo la riduzione del traffico può ridare aria alla città e ai suoi abitanti. L’allargamento della congestion charge è stato votato dai cittadini due anni fa con il referendum su traffico e inquinamento e la necessità dell’allargamento è stata posta dai giudici del Tar a fondamento delle tre sentenze – fino ad ora emesse – che hanno promosso Area C su tutti i fronti, evidenziando sia l’importanza dei dati dei monitoraggi del black carbon, sia ancora il fatto – hanno detto i giudici – che tale sistema sperimentale “persegue, fra gli altri, il dichiarato obiettivo di pervenire a misure strutturali di più ampia estensione, così come indicato nel cit. quesito referendario del 2011” (TAR Lombardia sent. 803/2013).

Genitori Antismog richiama il Comune di Milano all’urgenza di questo passo, alla sua pianificazione e alla sua implementazione nel più breve termine possibile, a tutela non più solo di chi vive e circola nell’attuale Area C, ma di una fetta della popolazione progressivamente più estesa, riducendo drasticamente l’esposizione registrata con questo monitoraggio in una qualunque (ma insolitamente ventosa!) giornata inquinata milanese.

In allegato trovate i documenti in italiano.Traduzione eseguita dal Dott. Stefano Belgeri (socio AITI)

Air quality measurements in Milan_ITAfin
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