Può la ricca Lombardia permettere che i suoi figli crescano con polmoni ridotti dall’aria cattiva?

Vi mettiamo a conoscenza dell’intervento dell’Assessore regionale all’ambiente Terzi pubblicato sul Corriere della Sera pochi giorni dopo la nostra richiesta di un consiglio regionale dedicato al tema dell’inquinamento. E vi aggiungiamo la nostra risposta che non siamo riusciti a far pubblicare sulle stesse pagine come avremmo voluto e crediamo, per correttezza di informazione del pubblico, sarebbe stato giusto.

L’assessore infatti, nel suo intervento fa riferimento ad uno studio commissionato da Regione Lombardia e riferisce l’impatto sanitario ivi indicato come se quello, nell’ordine di poche centinaia di morti/anno, fosse l’impatto sanitario totale dell’inquinamento dell’aria in Lombardia. Nella nostra risposta spieghiamo all’Assessore, che non essendo un tecnico confidiamo fosse in buona fede, che i numeri da lei riportati sono di molte volte inferiori a quelli reali ove si quantifichi non solo l’impatto a breve termine valutato dallo studio in relazione solo al PM10 e NO2, ma anche l’impatto a lungo termine e quello di tutti gli inquinanti lombardi -primo l’ozono – non considerati nello studio

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