Anche il FAI combatte l’inquinamento

L’inquinamento dell’aria non danneggia solo la nostra salute, gli ecosistemi e quindi la flora e la fauna, ma anche il nostro patrimonio culturale.

Gli inquinanti contenuti nell’aria corrodono, anneriscono e degradano i nostri monumenti e quindi impoveriscono il nostro patrimonio culturale. Ciò rappresenta spesso un ingente costo conseguente alla necessità di restauro dei monumenti,  altre volte invece una perdita irreparabile dell’integrità artistica dei nostri monumenti.

Per evidenziare questo tema il FAI, dal 2013,  ha aderito all’European Environment Bureau e ci affianca nel sostenere attivamente le politiche per la riduzione degli inquinanti dell’aria e ha predisposto con il CNR e la nostra collaborazione, un bellissimo documento sul tema dell’impatto dell’inquinamento dell’aria sui monumenti “Il respiro dell’arte“.

Condividi
Share

Approfondisci

Il nuovo studio ‪OMS‬ sullo SMOG: 7 milioni di ‪morti‬ nel mondo nel 2012

Nuove stime OMS sulle morti premature legate all’inquinamento dell’aria. Sono 7 milioni in tutto il mondo nel 2012, il doppio rispetto alle stime precedenti. L’inquinamento dell’aria è il primo fattore di rischio ambientale al mondo. Ridurre l’inquinamento potrebbe salvare milioni di vite.
I nuovi dati hanno dimostrato un legame forte fra l’inquinamento indoor e outdoor e le malattie cardiovascolari, e fra inquinamento e cancro. Questo si aggiunge al ruolo dell’inquinamento nel causare malattie respiratorie, incluse le infezioni e la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

WHO, mediacentre, news release of 25.3.2014, Ginevra

http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2014/air-pollution/en/

Condividi
Share

Approfondisci

PM2.5 e glicemia in gravidanza‏

Il livello di PM2.5 e di esposizione al traffico nel secondo trimestre di gravidanza è associato a un aumento della glicemia, ma non al diabete gestazionale. E’ uno studio dell’Università di Harvard e del Boston Children’s Hospital condotto su più di 2000 donne dell’area di Boston, con livelli di inquinamento al di sotto dei limiti europei (PM2.5 da 8.5 a 15.9 μg/m3, misurato nel luogo di residenza delle donne). Le donne esposte ai livelli più alti avevano il doppio della possibilità di mostrare intolleranza al glucosio, che aumenta il rischio di gestosi e parto prematuro, oltre che di obesità e diabere nella madre e nel bambino.

Air Pollution Exposure and Abnormal Glucose Tolerance during Pregnancy: The Project Viva Cohort
EHP, Abby F. Fleisch, Diane R. Gold et Al.
Publication: 7 February 2014

http://ehp.niehs.nih.gov/1307065/

Condividi
Share

Approfondisci

Lancet inizia l’anno con un articolo sull’aria in Europa nel 2013

Il 2013 è stato l’anno dell’aria per l’Europa. La rivista Lancet fa il punto sul nuovo pacchetto di proposte della Commissione Europea: riduzione dei rischi per la salute, compreso il cancro ai polmoni,  minori spese sanitarie, meno danni all’ ambiente naturale e agli edifici. Entro il 2030, una spesa annuale europea di € 3,3 miliardi per ridurre l’inquinamento porterebbe a un risparmio di almeno € 40 miliardi.”

The Lancet, Volume 383, Issue 9911, Page 1, 4 January 2014

 

Condividi
Share

Approfondisci

Unicef: Il benessere dei bambini italiani: il rapporto 2013

L’Unicef ha pubblicato nel 2013 un nuovo rapporto sui livelli di benessere dei bambini nei Paesi sviluppati.  E se l’Italia si colloca al 22° posto sui 29 Paesi considerati, alle spalle non solo dei Paesi dell’Europa settentrionale, ma anche della Slovenia, dell’Ungheria e della Polonia, particolarmente preoccupanti sono alcuni dati relativi alla salute. Tra questi spiccano la più bassa percentuale di ragazzi tra gli 11 e i 15 anni che fa quotidianamente attività sportive (meno  del 10%) e le concentrazioni più elevate di PM10 nell’aria. 

UNICEF Office of Research (2013) Child well-being in rich countries. A comparative overview, Innocenti Report Card 11.

http://www.unicef-irc.org/publications/683

 

Condividi
Share

Approfondisci

Inquinamento e sviluppo prenatale ˗ non solo basso peso?

L’esposizione all’inquinamento dell’aria e al traffico durante la gravidanza ha un effetto negativo sullo sviluppo del feto.  Un gruppo di ricercatori guidati da Marie Pedersen per il progetto europeo ESCAPE, ha dimostrato che l’esposizione materna al PM2.5  aumenta il rischio di basso peso alla nascita (meno di 2,5 Kg a 37 settimane). Lo studio, che ha coinvolto più di 74 000 coppie mamma-bambino in tutta Europa, è il più attendibile e rigoroso condotto fin ora.
Ma possono pochi grammi di peso influire significativamente sulla salute infantile? Sembra di sì. La riduzione di peso non è distribuita fra tutti gli organi del corpo, ma colpisce soprattutto cervello e polmoni. In particolare, un aumento della parte carboniosa del PM2.5 si associa a una diminuzione della circonferenza cranica dei neonati, indicativa di una riduzione del volume cerebrale.
L’effetto sui neonati è misurabile anche a livelli di PM2.5 inferiori ai limiti europei di 25 µg/m3, ed è legato anche ai PM10, all’NO2, e alla  vicinanza al traffico intenso (5000 veicoli al giorno). Se l’Europa rispettasse le indicazioni OMS, e il PM2.5 fosse ridotto a 10 µg/m3, i casi di basso peso alla nascita diminuirebbero del 22%.

Ambient air pollution and low birthweight; a European cohort study (ESCAPE).

Pederson et al. The Lancet Respiratory Medicine, November 2013

http://www.thelancet.com/journals/lanres/article/PIIS2213-2600%2813%2970192-9/abstract

Condividi
Share

Approfondisci

Traffico e inquinamento riducono la capacità polmonare dei bambini in età scolare

Il gruppo di ricerca del progetto europeo ESCAPE ha dimostrato che i bambini di 6-8 anni che hanno vissuto in zone più inquinate hanno polmoni che funzionano peggio. Lo studio, che fornisce per la prima volta una misura accurata dell’effetto su più di 6 000 bambini in 5 Paesi, osserva un’associazione fra l’esposizione agli ossidi d’azoto (NOx), il PM2.5,  il contenuto di black carbon del PM2.5 e la capacità polmonare misurata con spirometria.
Anche se l’effetto rimane di piccola entità per il singolo bambino, è sufficiente ad aumentare significativamente il numero di bambini con bassa funzionalità respiratoria, definita come volume d’aria espirata forzatamente in 1 secondo (FEV1)  inferiore all’85% del volume previsto.
Non è chiaro se il danno degli inquinanti possa essere compensato negli anni dell’adolescenza o se, come suggeriscono alcuni studi,  i bambini esposti entreranno nell’età adulta – quando la capacità polmonare comincia naturalmente a diminuire – con funzionalità già ridotte.
Air Pollution Exposure and Lung Function in Children: The ESCAPE Project.

Gehring et al. Environ Health Perspect; DOI:10.1289/ehp.1306770

27 Settembre 2013

http://ehp.niehs.nih.gov/1306770/

Condividi
Share

Approfondisci

Polmoniti e otiti dei bambini aumentano con l’esposizione al traffico

I bambini sotto i due anni esposti al traffico sono a maggior rischio polmonite rispetto ai bambini che respirano aria più pulita. Ѐ un altro risultato del grande progetto di ricerca europeo ESCAPE, che ha studiato 10 gruppi di bambini in diversi Paesi europei.
L’associazione fra inquinanti e infezioni delle vie respiratorie è particolarmente robusta nel primo anno di vita, quando ogni aumento di 5 µg/m3 del  PM2.5 moltiplica per 4 il rischio di polmonite. Significativa anche l’associazione fra NO2 e rischio di otite media.

Air Pollution and Respiratory Infections during Early Childhood: An Analysis of 10 European Birth Cohorts within the ESCAPE Project. MacIntyre et al., Environ Health Perspect; DOI:10.1289/ehp.1306755  6

Ottobre 2013

http://ehp.niehs.nih.gov/1306755/

Condividi
Share

Approfondisci

Quello che serve ai polmoni per iniziare bene

Gli eventi prenatali e della prima infanzia influenzano la funzionalità dei polmoni per tutta la vita. Su The Lancet Respiratory Medicine, Janet Stocks e colleghi fanno il punto su quello che sappiamo dello sviluppo dei polmoni e di come l’alimentazione materna, l’allattamento e l’esposizione a fattori inquinanti pesino sulla loro salute, predisponendo a patologie nell’età adulta.
Tra i fattori protettivi: l’alimentazione ricca di vitamine A, D, E durante la gravidanza, che favorisce un adeguato sviluppo degli alveoli polmonari, e l’allattamento al seno, che migliora la funzionalità polmonare e riduce il rischio di asma. Come prevedibile, il fumo di sigaretta ha un impatto fortemente negativo sulla salute fetale. I bambini esposti alla nicotina prima della nascita hanno polmoni più piccoli, con alveoli grandi e poco numerosi, che predispongono all’invecchiamento precoce dei polmoni. Ѐ confermato il ruolo importante dell’inquinamento atmosferico, incluse le emissioni da traffico e da combustione di biomasse, e i gas ossidanti come l’ozono, che alterano lo sviluppo degli alveoli riducendo la capacità dei polmoni.

Early lung development: lifelong effect on respiratory health and disease
Stocks et al. The Lancet Respiratory Medicine, November 2013

http://www.thelancet.com/journals/lanres/article/PIIS2213-2600%2813%2970118-8/abstract

Condividi
Share

Approfondisci

L’inquinamento da traffico forse legato al cancro nei bambini

Per la prima volta, i ricercatori dell’Università della California, Los Angeles, guidati da Julia Heck, hanno osservato un’associazione fra l’esposizione all’inquinamento prodotto dal traffico e alcuni tipi di cancro infantile.
I ricercatori hanno utilizzato i dati su 3 569 bambini nati fra il 1998 e il 2007, identificati attraverso il registro dei tumori della California, di cui si è stimata l’esposizione al traffico  con un modello numerico, il California LINE-Source Dispersion Modeling 4 (CALINE 4),  confrontato a dati di centraline a terra.
Il modello ha prodotto una stima di esposizione nell’area intorno alla casa di ogni bambino per ciascun trimestre di gravidanza e per il primo anno di vita, che è stata poi confrontata al rischio di cancro.
I ricercatori hanno osservato che i più alti livelli di esposizione agli inquinanti erano associati a tre rare forme di cancro infantile: la leucemia linfoblastica acuta (che colpisce i globuli bianchi), i tumori a cellule germinali (che colpisce i testicoli, le ovaie e altri organi), e il retinoblastoma (che colpisce la retina), particolarmente nella forma bilaterale, in cui entrambi gli occhi sono coinvolti.
La correlazione fra cancro e inquinamento da traffico risulta significativa per tutti e tre i trimestri di gravidanza e per il primo anno di vita, e a questo punto è impossibile identificare un periodo di maggiore vulnerabilità.
Una nota di cautela da Julia Heck che, considerando la rarità delle patologie considerate, attende che i dati vengano confermati da altri studi.

Childhood Cancer and Traffic-Related Air Pollution Exposure in Pregnancy and Early Life.

Heck, Environ Health Perspect; DOI:10.1289/ehp.1306761

10 Settembre 2013

http://ehp.niehs.nih.gov/1306761/

Condividi
Share

Approfondisci