Mortalita’ in aumento con l’esposizione all’inquinamento dell’aria per individui colpiti da infarto

Importante studio  indica che all’aumento di  10µg/m3  di PM2.5 nell’aria é collegato un incremento del 20% nell’incidenza di mortalità fra i pazienti ricoverati per infarto.
I ricercatori britannici hanno collegato i dati di 154.204 pazienti sopravvissuti dopo il ricovero in ospedale per sindrome coronarica acuta in Inghilterra e in Galles fra il 2004 e il 2007 alle concentrazioni medie di inquinamento registrate in quelle aree dal 2004 al 2010.
Gli autori dello studio citano poi alcune dichiarazioni di Pier Mannuccio Mannucci, tra i piú noti medici internisti italiani, direttore scientifico dell’Irccs Policlinico di Milano.

Exposure to air pollution is associated with increased deaths after heart attacks

Published: Tuesday, February 19, 2013  in Health & Medicine

studio pubblicato

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L’inquinamento condiziona peso bebe’ alla nascita

Il piu’ ampio studio internazionale sulla esposizione prenatale all’inquinamento dell’aria ha confermato
un consistente incremento del rischio di un minor peso alla nascita. Il minor peso alla nascita e’ una fattore di rischio per
la mortalita’ infantile, malatie pediatriche e malettie cardiovascolari negli adulti.  Questi risultati indicano una crescente evidenza
dell’associazione tra esposizone materna all’inquinamento dell’aria e infelici esiti di una gravidanza, come minor peso alla nascita,
nascite premature, aborti e alcune anomalie congenite.

Gli scienziati di 14 diverse istituzioni hanno analizzato i dati relativi a oltre 3 milioni di  nascite in 9 diversi nazioni in Nord e Sud America, Europa, Asia e Australia, associando l’esposizione materna agli inquinanti dell’aria e il peso alla nascita. Dopo aver corretto per diversi fattori relativi alla madre, come quelli socioeconomici,  hanno trovato un aumento del rischio di un minor peso alla nascita in funzione di entrambe le esposizioni a PM10 e PM2.5 .

Maternal Exposure to Particulate Air Pollution and Term Birth Weight; A Multi-Country Evaluation of Effect and Heterogeneity.

Payam Dadvand et al, Environmental Health Perspectives. February 6, 2013.

http://ehp.niehs.nih.gov/2013/02/1205575/

Interessante l’intervista in inglese a Tracey Woodruff (Center for Reproductive Health and the Environment, University of California–San Francisco, San Francisco, California, USA) coautrice dello studio.
(pod cast con trascrizione)
http://ehp.niehs.nih.gov/2013/02/trp020613/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=trp020613

 

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Anche l’aria di Roma fa male. Inquinamento atmosferico e mortalità in un milione di cittadini romani.

L’esposizione a lungo termine al PM2.5 e diossido di azoto aumenta il rischio di morte, soprattutto per malattie cardiovascolari, ischemie e cancro ai polmoni, secondo uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio in collaborazione con INAIL e ARPA del Lazio.
Lo studio ha seguito per nove anni tutti i cittadini romani adulti che al momento del censimento 2001 risiedevano a Roma da almeno cinque anni. L’esposizione di ciascuno al PM2.5 e diossido di azoto, è stata stimata in base al luogo di residenza, tenendo conto dell’uso del suolo, delle misurazioni a terra, e della distanza da strade molto trafficate. In media, i cittadini romani erano esposti a 23 µg/m3 di PM2.5 e 43.6 µg/m3 di diossido di azoto, con i livelli più alti nel centro e nella zona est della città. Sono valori di poco superiori a quelli proposti come nuovi limiti di esposizione UE.
In accordo con precedenti studi europei e americani, lo studio romano ha mostrato che il rischio di morte complessivo per cause non accidentali  aumenta del 4% per ogni 10 µg/m3 di PM2.5 e del 3% per ogni 10 µg/m3 di diossido di azoto.

Long-Term Exposure to Urban Air Pollution and Mortality in a Cohort of More than A Million Adults in Rome.
Cesaroni G, Badaloni C, Gariazzo C, Stafoggia M, Sozzi R, Davoli M, Forastiere F.
Environmental Health Perspectives.
2013 Jan 8.

http://ehp.niehs.nih.gov/wp-content/uploads/2013/01/ehp.1205862.pdf

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COME SI MUOVONO I BAMBINI ITALIANI: QUASI MAI DA SOLI, SPESSO IN AUTO

Per la prima volta in Italia sono disponibili dati sui livelli di autonomia negli spostamenti quotidiani dei bambini tra i 7 e i 14 anni, grazie alla partecipazione alla ricerca “Indipendent Mobility as a Critical Aspect of Children’s Development and Quality of Life” da parte del gruppo di lavoro del progetto internazionale “La Città dei bambini” (ISTC) del CNR.

La ricerca, coordinata dal Policy Studies Institute di Londra, vede la partecipazione di 17 Paesi in tutto il mondo. Il suo obiettivo, oltre alla raccolta di dati, è quello di individuare e di diffondere buone pratiche per favorire una maggiore autonomia dei bambini nei piccoli spostamenti di tutti i giorni, considerata un elemento fondamentale per un sano sviluppo psico-fisico.

I dati italiani hanno evidenziato, tra l’altro, un’autonomia che pur crescendo con l’età rimane molto ridotta, sensibili differenze di genere a favore dei maschi e un grande uso dell’auto anche per i percorsi più brevi come quello casa – scuola.

Il report completo della ricerca in italiano e’ disponibile sul sito:

http://www.lacittadeibambini.org/news/20121109.htm

A. Alietti, D. Renzi, M. Vercesi e A. Prisco. “Children’s Independent Mobility in Italy: il Report della ricerca italiana”,  Agosto 2011,
Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, CNR – Roma

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Costi e incidenza dell’asma infantile causato da inquinamento da traffico sono in aumento

I costi sociali riconducibili all’asma infantile da inquinamento atmosferico sono decisamente in aumento rispetto al passato. Un team di ricercatori dell’Università del Massachussets insieme ai colleghi californiani e Svizzeri hanno stimato che i costi specifici dell’asma da inquinamento ammontano a circa 18 milioni di dollari all’anno.
Le spese conteggiate nello studio comprendono i giorni persi a lavoro dai genitori, le visite extra, il costo degli spostamenti per visite ed esami, tanto che ogni singolo caso di asma costa più di 900 dollari.
I costi annui per famiglia arrivano a essere maggiori di 2 punti della soglia di sostenibilità del 5% per le spese sanitarie.
Infine lo studio accerta che i costi per l’asma sono maggiori nelle aree urbane rispetto alle aree meno inquinate, imputando all’inquinamento da traffico veicolare una grande responsabilità nell’incidenza dell’asma nei bambini.

http://erj.ersjournals.com/content/early/2012/01/24/09031936.00157811.abstract?sid=72de1ca1-c6aa-425b-a676-f0eac669b220

S.J. Brandt, L. Perez, N. Künzli, F. Lurmann and R. McConnell.
European Respiratory Journal (ERJ),

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Incidenza del diabete ed esposizione prolungata all’inquinamento da traffico

Esiste una correlazione significativa dal punto di vista statistico tra alcuni tipi di diabete e la prolungata esposizione a inquinamento da traffico.
In questo studio è stato riscontrato che tra i casi conclamati di diabete, gli effetti dovuti all’inquinamento atmosferico sono maggiormente riscontrabili in pazienti non fumatori e fisicamente attivi.
La prolungata esposizione al traffico può favorire l’insorgenza del diabete specialmente in individui, non fumatori e che conducono uno stile di vita sano.

http://care.diabetesjournals.org/content/early/2011/11/03/dc11-1155.short?rss=1

Accepted October 7, 2011. The American Diabetes Association.

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Agenzia Europea per l’Ambiente: inquinamento dell’aria da impianti industriali costo Europa nel 2009

Il nuovo rapporto dell’EEA Dal nuovo rapporto dell’EEA (Agenzia Europea per l’Ambiente): L’inquinamento dell’aria da impianti industriali è costato all’Europa nel 2009 più di 169 milioni di euro

Il nuovo rapporto dell’EEA ha stimato che l’inquinamento atmosferico prodotto dagli impianti industriali europei è costato, solo nel 2009, dai 102 ai 169 milioni di € e che metà di questa cifra, spesa per i danni alla salute e all’ambiente (circa 51-85 milioni di €) è imputabile a solo 191 impianti.
Le attività più costose per l’ambiente sono: la produzione di energia (66-112 milioni €), le raffinazione del petrolio, la produzione (23-28 milioni €) e la combustione (8-21 milioni €) industriali, lo smaltimento dei rifiuti e particolari attività agricole. Queste stime aumentano includendo i dati, non analizzati dall’ EEA, relativi a trasporti e consumi domestici.
Il costo da danno ambientale per ogni cittadino europeo ammontava nel 2009 variava da 200 a 330 €/ab. Gli stati con gli impianti più grandi e più inquinanti sono Germania, Polonia, UK, Francia e Italia.

http://www.eea.europa.eu/pressroom/newsreleases/industrial-air-pollution-cost-europe

European Environment Agency (EEA), Published: Nov 24, 2011

 

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Gli additivi motori Diesel possono migrare in forma di nanoparticelle dai polmoni al fegato

Uno studio recente della Marshall University ha dimostrato che l’ossido di Cerio, in forma di nanoparticella (detto anche “Cerina”), usato come additivo per i carburanti Diesel nei motori con tecnologia FAP, se respirato, può migrare dai polmoni al fegato tramite il flusso sanguigno. All’aumento della concentrazione di ossido di Cerio corrisponde un aumento dello stato infiammatorio del fegato degli animali esposti a tale sostanza.
Visto il largo impiego di questi nanomateriali nell’industria automobilistica (riduzione delle emissioni nei motori diesel e aumento dell’efficienza dei carburanti) e nei prodotti di largo consumo (agente lucidante per il vetro, nei televisori e nelle lenti a contatto) si impone la necessità di comprenderne gli eventuali effetti dannosi sulla salute e i possibili meccanismi di tossicità.

http://dx.doi.org/10.2147/IJN.S25119
Authors: Nalabotu SK, et al.; International Journal of Nanomedicine, October 13 2011. Volume 2011:6 Pages 2327 – 2335

 

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Effect of Air Pollution Control on Life Expectancy in the United States: An Analysis of 545 U.S. Counties for the Period from 2000 to 2007

Reductions in PM2.5 were associated with improvements in life expectancy for the period from 2000 to 2007. Air pollution control in the last decade has continued to have a positive impact on public health.

http://journals.lww.com/epidem/Abstract/publishahead/Effect_of_Air_Pollution_Control_on_Life_Expectancy.99448.aspx

Correia, Andrew W.; Pope, C. Arden III; Dockery, Douglas W.; Wang, Yun; Ezzati, Majid; Dominici, Francesca; Epidemiology, 3 December 2012.

“Want to Live Longer? Breathe Clean Air” ,  Ecco un commento all’articolo sul New York Times, 10.12.2012, NICHOLAS BAKALAR :

… “What this means is that even if particulate pollution has been declining in recent years at a slower rate, even if we have already done a lot of cleanup, still continuing to clean is important,” said the senior author, Francesca Dominici , a professor of biostatistics at the Harvard School of Public Health. “Our paper is strong evidence that additional investment in cleaning the air is beneficial.”

http://well.blogs.nytimes.com/2012/12/10/want-to-live-longer-breathe-clean-air/?partner=rss&emc=rss

 

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Milano batte tutti i record

Ogni anno quasi 1600 morti, 160 tumori al polmone e 6000 bronchiti all’anno si potrebbero evitare se le polveri scendessero del 50%. Si tratta di effetti a breve e a lungo termine sulla salute dei milanesi, risultati da uno studio dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano.

Effetti a breve e a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana.  Anno 2007.
Paolo Crosignani, Andrea Tittarelli, Alessandro Borgini, Martina Bertoldi.
Unità di Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori, Istituto Nazionale Tumori, Milano

Istituto Nazionale Tumori, 2007

 

Allegati

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