• Il nuovo studio ‪OMS‬ sullo SMOG: 7 milioni di ‪morti‬ nel mondo nel 2012

    Nuove stime OMS sulle morti premature legate all'inquinamento dell'aria. Sono 7 milioni in tutto il mondo nel 2012, il doppio rispetto alle stime precedenti. L'inquinamento dell'aria è il primo fattore di rischio ambientale al mondo. Ridurre l'inquinamento potrebbe salvare milioni di vite.
    I nuovi dati hanno dimostrato un legame forte fra l'inquinamento indoor e outdoor e le malattie cardiovascolari, e fra inquinamento e cancro. Questo si aggiunge al ruolo dell'inquinamento nel causare malattie respiratorie, incluse le infezioni e la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

    WHO, mediacentre, news release of 25.3.2014, Ginevra

    http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2014/air-pollution/en/

  • Lancet inizia l'anno con un articolo sull'aria in Europa nel 2013

    Il 2013 è stato l'anno dell'aria per l'Europa. La rivista Lancet fa il punto sul nuovo pacchetto di proposte della Commissione Europea: riduzione dei rischi per la salute, compreso il cancro ai polmoni,  minori spese sanitarie, meno danni all' ambiente naturale e agli edifici. Entro il 2030, una spesa annuale europea di € 3,3 miliardi per ridurre l'inquinamento porterebbe a un risparmio di almeno € 40 miliardi."

    The Lancet, Volume 383, Issue 9911, Page 1, 4 January 2014


    http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2813%2962714-2/fulltext

  • Quello che serve ai polmoni per iniziare bene

    Gli eventi prenatali e della prima infanzia influenzano la funzionalità dei polmoni per tutta la vita. Su The Lancet Respiratory Medicine, Janet Stocks e colleghi fanno il punto su quello che sappiamo dello sviluppo dei polmoni e di come l’alimentazione materna, l’allattamento e l’esposizione a fattori inquinanti pesino sulla loro salute, predisponendo a patologie nell’età adulta.
    Tra i fattori protettivi: l’alimentazione ricca di vitamine A, D, E durante la gravidanza, che favorisce un adeguato sviluppo degli alveoli polmonari, e l’allattamento al seno, che migliora la funzionalità polmonare e riduce il rischio di asma. Come prevedibile, il fumo di sigaretta ha un impatto fortemente negativo sulla salute fetale. I bambini esposti alla nicotina prima della nascita hanno polmoni più piccoli, con alveoli grandi e poco numerosi, che predispongono all’invecchiamento precoce dei polmoni. Ѐ confermato il ruolo importante dell’inquinamento atmosferico, incluse le emissioni da traffico e da combustione di biomasse, e i gas ossidanti come l’ozono, che alterano lo sviluppo degli alveoli riducendo la capacità dei polmoni.


    Early lung development: lifelong effect on respiratory health and disease
    Stocks et al. The Lancet Respiratory Medicine, November 2013


    http://www.thelancet.com/journals/lanres/article/PIIS2213-2600%2813%2970118-8/abstract

  • L’inquinamento da traffico forse legato al cancro nei bambini

    Per la prima volta, i ricercatori dell’Università della California, Los Angeles, guidati da Julia Heck, hanno osservato un’associazione fra l’esposizione all’inquinamento prodotto dal traffico e alcuni tipi di cancro infantile.
    I ricercatori hanno utilizzato i dati su 3 569 bambini nati fra il 1998 e il 2007, identificati attraverso il registro dei tumori della California, di cui si è stimata l’esposizione al traffico  con un modello numerico, il California LINE-Source Dispersion Modeling 4 (CALINE 4),  confrontato a dati di centraline a terra.
    Il modello ha prodotto una stima di esposizione nell’area intorno alla casa di ogni bambino per ciascun trimestre di gravidanza e per il primo anno di vita, che è stata poi confrontata al rischio di cancro.
    I ricercatori hanno osservato che i più alti livelli di esposizione agli inquinanti erano associati a tre rare forme di cancro infantile: la leucemia linfoblastica acuta (che colpisce i globuli bianchi), i tumori a cellule germinali (che colpisce i testicoli, le ovaie e altri organi), e il retinoblastoma (che colpisce la retina), particolarmente nella forma bilaterale, in cui entrambi gli occhi sono coinvolti.
    La correlazione fra cancro e inquinamento da traffico risulta significativa per tutti e tre i trimestri di gravidanza e per il primo anno di vita, e a questo punto è impossibile identificare un periodo di maggiore vulnerabilità.
    Una nota di cautela da Julia Heck che, considerando la rarità delle patologie considerate, attende che i dati vengano confermati da altri studi.

    Childhood Cancer and Traffic-Related Air Pollution Exposure in Pregnancy and Early Life.

    Heck, Environ Health Perspect; DOI:10.1289/ehp.1306761 

    10 Settembre 2013

    http://ehp.niehs.nih.gov/1306761/

  • Mortalita' in aumento con l'esposizione all'inquinamento dell'aria per individui colpiti da infarto

    Importante studio  indica che all'aumento di  10µg/m3  di PM2.5 nell’aria é collegato un incremento del 20% nell’incidenza di mortalità fra i pazienti ricoverati per infarto.
    I ricercatori britannici hanno collegato i dati di 154.204 pazienti sopravvissuti dopo il ricovero in ospedale per sindrome coronarica acuta in Inghilterra e in Galles fra il 2004 e il 2007 alle concentrazioni medie di inquinamento registrate in quelle aree dal 2004 al 2010.
    Gli autori dello studio citano poi alcune dichiarazioni di Pier Mannuccio Mannucci, tra i piú noti medici internisti italiani, direttore scientifico dell'Irccs Policlinico di Milano.

    Exposure to air pollution is associated with increased deaths after heart attacks

    Published: Tuesday, February 19, 2013  in Health & Medicine

    studio pubblicato

  • Anche l’aria di Roma fa male. Inquinamento atmosferico e mortalità in un milione di cittadini romani

    L’esposizione a lungo termine al PM2.5 e diossido di azoto aumenta il rischio di morte, soprattutto per malattie cardiovascolari, ischemie e cancro ai polmoni, secondo uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio in collaborazione con INAIL e ARPA del Lazio.
    Lo studio ha seguito per nove anni tutti i cittadini romani adulti che al momento del censimento 2001 risiedevano a Roma da almeno cinque anni. L’esposizione di ciascuno al PM2.5 e diossido di azoto, è stata stimata in base al luogo di residenza, tenendo conto dell’uso del suolo, delle misurazioni a terra, e della distanza da strade molto trafficate. In media, i cittadini romani erano esposti a 23 µg/m3 di PM2.5 e 43.6 µg/m3 di diossido di azoto, con i livelli più alti nel centro e nella zona est della città. Sono valori di poco superiori a quelli proposti come nuovi limiti di esposizione UE.
    In accordo con precedenti studi europei e americani, lo studio romano ha mostrato che il rischio di morte complessivo per cause non accidentali  aumenta del 4% per ogni 10 µg/m3 di PM2.5 e del 3% per ogni 10 µg/m3 di diossido di azoto.


    Long-Term Exposure to Urban Air Pollution and Mortality in a Cohort of More than A Million Adults in Rome.
    Cesaroni G, Badaloni C, Gariazzo C, Stafoggia M, Sozzi R, Davoli M, Forastiere F.
    Environmental Health Perspectives.
    2013 Jan 8.

    http://ehp.niehs.nih.gov/wp-content/uploads/2013/01/ehp.1205862.pdf

     

  • Nuovi risultati sulla correlazione peso alla nascita e inquinamento dell'aria

    Il piu' ampio studio internazionale sulla esposizione prenatale all'inquinamento dell'aria ha confermato
    un consistente incremento del rischio di un minor peso alla nascita. Il minor peso alla nascita e' una fattore di rischio per
    la mortalita' infantile, malatie pediatriche e malettie cardiovascolari negli adulti.  Questi risultati indicano una crescente evidenza
    dell'associazione tra esposizone materna all'inquinamento dell'aria e infelici esiti di una gravidanza, come minor peso alla nascita,
    nascite premature, aborti e alcune anomalie congenite.

    Gli scienziati di 14 diverse istituzioni hanno analizzato i dati relativi a oltre 3 milioni di  nascite in 9 diversi nazioni in Nord e Sud America, Europa, Asia e Australia, associando l'esposizione materna agli inquinanti dell'aria e il peso alla nascita. Dopo aver corretto per diversi fattori relativi alla madre, come quelli socioeconomici,  hanno trovato un aumento del rischio di un minor peso alla nascita in funzione di entrambe le esposizioni a PM10 e PM2.5 .

    Maternal Exposure to Particulate Air Pollution and Term Birth Weight; A Multi-Country Evaluation of Effect and Heterogeneity.

    Payam Dadvand et al.   Environmental Health Perspectives. February 6, 2013.

    http://ehp.niehs.nih.gov/2013/02/1205575/

     

    Interessante l'intervista in inglese a Tracey Woodruff (Center for Reproductive Health and the Environment, University of California–San Francisco, San Francisco, California, USA)  coautrice dello studio.
    (pod cast con trascrizione)
    http://ehp.niehs.nih.gov/2013/02/trp020613/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=trp020613

     

  • Costi e incidenza dell'asma infantile causato da inquinamento da traffico sono in aumento

    I costi sociali riconducibili all'asma infantile da inquinamento atmosferico sono decisamente in aumento rispetto al passato. Un team di ricercatori dell'Università del Massachussets insieme ai colleghi californiani e Svizzeri hanno stimato che i costi specifici dell'asma da inquinamento ammontano a circa 18 milioni di dollari all'anno.
    Le spese conteggiate nello studio comprendono i giorni persi a lavoro dai genitori, le visite extra, il costo degli spostamenti per visite ed esami, tanto che ogni singolo caso di asma costa più di 900 dollari.
    I costi annui per famiglia arrivano a essere maggiori di 2 punti della soglia di sostenibilità del 5% per le spese sanitarie.
    Infine lo studio accerta che i costi per l'asma sono maggiori nelle aree urbane rispetto alle aree meno inquinate, imputando all'inquinamento da traffico veicolare una grande responsabilità nell'incidenza dell'asma nei bambini.

    http://erj.ersjournals.com/content/early/2012/01/24/09031936.00157811.abstract?sid=72de1ca1-c6aa-425b-a676-f0eac669b220

    S.J. Brandt,
    L. Perez, N. Künzli, F. Lurmann and R. McConnell.
    European Respiratory Journal (ERJ),

  • Rapporto 2009 dell'Agenzia Europea per l'Ambiente: costo per l'Europa inquinamento dell'aria da impianti industriali

    Il nuovo rapporto dell'EEA Dal nuovo rapporto dell'EEA (Agenzia Europea per l'Ambiente): L'inquinamento dell'aria da impianti industriali è costato all'Europa nel 2009 più di 169 milioni di euro

    Il nuovo rapporto dell'EEA ha stimato che l'inquinamento atmosferico prodotto dagli impianti industriali europei è costato, solo nel 2009, dai 102 ai 169 milioni di € e che metà di questa cifra, spesa per i danni alla salute e all'ambiente (circa 51-85 milioni di €) è imputabile a solo 191 impianti.
    Le attività più costose per l’ambiente sono: la produzione di energia (66-112 milioni €), le raffinazione del petrolio, la produzione (23-28 milioni €) e la combustione (8-21 milioni €) industriali, lo smaltimento dei rifiuti e particolari attività agricole. Queste stime aumentano includendo i dati, non analizzati dall’ EEA, relativi a trasporti e consumi domestici.
    Il costo da danno ambientale per ogni cittadino europeo ammontava nel 2009 variava da 200 a 330 €/ab. Gli stati con gli impianti più grandi e più inquinanti sono Germania, Polonia, UK, Francia e Italia.

    http://www.eea.europa.eu/pressroom/newsreleases/industrial-air-pollution-cost-europe

    European Environment Agency (EEA), Published: Nov 24, 2011

     

  • Effetto positivo sull'aspettativa di vita se migliora la qualità dell'aria

    Reductions in PM2.5 were associated with improvements in life expectancy for the period from 2000 to 2007. Air pollution control in the last decade has continued to have a positive impact on public health.

    http://journals.lww.com/epidem/Abstract/publishahead/Effect_of_Air_Pollution_Control_on_Life_Expectancy.99448.aspx

    Correia, Andrew W.; Pope, C. Arden III; Dockery, Douglas W.; Wang, Yun; Ezzati, Majid; Dominici, Francesca; Epidemiology, 3 December 2012.

    "Want to Live Longer? Breathe Clean Air" ,  Ecco un commento all'articolo sul New York Times, 10.12.2012, NICHOLAS BAKALAR :

    ... “What this means is that even if particulate pollution has been declining in recent years at a slower rate, even if we have already done a lot of cleanup, still continuing to clean is important,” said the senior author, Francesca Dominici , a professor of biostatistics at the Harvard School of Public Health. “Our paper is strong evidence that additional investment in cleaning the air is beneficial.”

    http://well.blogs.nytimes.com/2012/12/10/want-to-live-longer-breathe-clean-air/?partner=rss&emc=rss