Polmoniti e otiti dei bambini aumentano con l’esposizione al traffico

I bambini sotto i due anni esposti al traffico sono a maggior rischio polmonite rispetto ai bambini che respirano aria più pulita. Ѐ un altro risultato del grande progetto di ricerca europeo ESCAPE, che ha studiato 10 gruppi di bambini in diversi Paesi europei.
L’associazione fra inquinanti e infezioni delle vie respiratorie è particolarmente robusta nel primo anno di vita, quando ogni aumento di 5 µg/m3 del  PM2.5 moltiplica per 4 il rischio di polmonite. Significativa anche l’associazione fra NO2 e rischio di otite media.

Air Pollution and Respiratory Infections during Early Childhood: An Analysis of 10 European Birth Cohorts within the ESCAPE Project. MacIntyre et al., Environ Health Perspect; DOI:10.1289/ehp.1306755  6

Ottobre 2013

http://ehp.niehs.nih.gov/1306755/

Condividi
Share

Leggi tutto

Quello che serve ai polmoni per iniziare bene

Gli eventi prenatali e della prima infanzia influenzano la funzionalità dei polmoni per tutta la vita. Su The Lancet Respiratory Medicine, Janet Stocks e colleghi fanno il punto su quello che sappiamo dello sviluppo dei polmoni e di come l’alimentazione materna, l’allattamento e l’esposizione a fattori inquinanti pesino sulla loro salute, predisponendo a patologie nell’età adulta.
Tra i fattori protettivi: l’alimentazione ricca di vitamine A, D, E durante la gravidanza, che favorisce un adeguato sviluppo degli alveoli polmonari, e l’allattamento al seno, che migliora la funzionalità polmonare e riduce il rischio di asma. Come prevedibile, il fumo di sigaretta ha un impatto fortemente negativo sulla salute fetale. I bambini esposti alla nicotina prima della nascita hanno polmoni più piccoli, con alveoli grandi e poco numerosi, che predispongono all’invecchiamento precoce dei polmoni. Ѐ confermato il ruolo importante dell’inquinamento atmosferico, incluse le emissioni da traffico e da combustione di biomasse, e i gas ossidanti come l’ozono, che alterano lo sviluppo degli alveoli riducendo la capacità dei polmoni.

Early lung development: lifelong effect on respiratory health and disease
Stocks et al. The Lancet Respiratory Medicine, November 2013

http://www.thelancet.com/journals/lanres/article/PIIS2213-2600%2813%2970118-8/abstract

Condividi
Share

Leggi tutto

L’inquinamento da traffico forse legato al cancro nei bambini

Per la prima volta, i ricercatori dell’Università della California, Los Angeles, guidati da Julia Heck, hanno osservato un’associazione fra l’esposizione all’inquinamento prodotto dal traffico e alcuni tipi di cancro infantile.
I ricercatori hanno utilizzato i dati su 3 569 bambini nati fra il 1998 e il 2007, identificati attraverso il registro dei tumori della California, di cui si è stimata l’esposizione al traffico  con un modello numerico, il California LINE-Source Dispersion Modeling 4 (CALINE 4),  confrontato a dati di centraline a terra.
Il modello ha prodotto una stima di esposizione nell’area intorno alla casa di ogni bambino per ciascun trimestre di gravidanza e per il primo anno di vita, che è stata poi confrontata al rischio di cancro.
I ricercatori hanno osservato che i più alti livelli di esposizione agli inquinanti erano associati a tre rare forme di cancro infantile: la leucemia linfoblastica acuta (che colpisce i globuli bianchi), i tumori a cellule germinali (che colpisce i testicoli, le ovaie e altri organi), e il retinoblastoma (che colpisce la retina), particolarmente nella forma bilaterale, in cui entrambi gli occhi sono coinvolti.
La correlazione fra cancro e inquinamento da traffico risulta significativa per tutti e tre i trimestri di gravidanza e per il primo anno di vita, e a questo punto è impossibile identificare un periodo di maggiore vulnerabilità.
Una nota di cautela da Julia Heck che, considerando la rarità delle patologie considerate, attende che i dati vengano confermati da altri studi.

Childhood Cancer and Traffic-Related Air Pollution Exposure in Pregnancy and Early Life.

Heck, Environ Health Perspect; DOI:10.1289/ehp.1306761

10 Settembre 2013

http://ehp.niehs.nih.gov/1306761/

Condividi
Share

Leggi tutto

Mortalita’ in aumento con l’esposizione all’inquinamento dell’aria per individui colpiti da infarto

Importante studio  indica che all’aumento di  10µg/m3  di PM2.5 nell’aria é collegato un incremento del 20% nell’incidenza di mortalità fra i pazienti ricoverati per infarto.
I ricercatori britannici hanno collegato i dati di 154.204 pazienti sopravvissuti dopo il ricovero in ospedale per sindrome coronarica acuta in Inghilterra e in Galles fra il 2004 e il 2007 alle concentrazioni medie di inquinamento registrate in quelle aree dal 2004 al 2010.
Gli autori dello studio citano poi alcune dichiarazioni di Pier Mannuccio Mannucci, tra i piú noti medici internisti italiani, direttore scientifico dell’Irccs Policlinico di Milano.

Exposure to air pollution is associated with increased deaths after heart attacks

Published: Tuesday, February 19, 2013  in Health & Medicine

studio pubblicato

Condividi
Share

Leggi tutto

L’inquinamento condiziona peso bebe’ alla nascita

Il piu’ ampio studio internazionale sulla esposizione prenatale all’inquinamento dell’aria ha confermato
un consistente incremento del rischio di un minor peso alla nascita. Il minor peso alla nascita e’ una fattore di rischio per
la mortalita’ infantile, malatie pediatriche e malettie cardiovascolari negli adulti.  Questi risultati indicano una crescente evidenza
dell’associazione tra esposizone materna all’inquinamento dell’aria e infelici esiti di una gravidanza, come minor peso alla nascita,
nascite premature, aborti e alcune anomalie congenite.

Gli scienziati di 14 diverse istituzioni hanno analizzato i dati relativi a oltre 3 milioni di  nascite in 9 diversi nazioni in Nord e Sud America, Europa, Asia e Australia, associando l’esposizione materna agli inquinanti dell’aria e il peso alla nascita. Dopo aver corretto per diversi fattori relativi alla madre, come quelli socioeconomici,  hanno trovato un aumento del rischio di un minor peso alla nascita in funzione di entrambe le esposizioni a PM10 e PM2.5 .

Maternal Exposure to Particulate Air Pollution and Term Birth Weight; A Multi-Country Evaluation of Effect and Heterogeneity.

Payam Dadvand et al, Environmental Health Perspectives. February 6, 2013.

http://ehp.niehs.nih.gov/2013/02/1205575/

Interessante l’intervista in inglese a Tracey Woodruff (Center for Reproductive Health and the Environment, University of California–San Francisco, San Francisco, California, USA) coautrice dello studio.
(pod cast con trascrizione)
http://ehp.niehs.nih.gov/2013/02/trp020613/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=trp020613

 

Condividi
Share

Leggi tutto

Anche l’aria di Roma fa male. Inquinamento atmosferico e mortalità in un milione di cittadini romani.

L’esposizione a lungo termine al PM2.5 e diossido di azoto aumenta il rischio di morte, soprattutto per malattie cardiovascolari, ischemie e cancro ai polmoni, secondo uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio in collaborazione con INAIL e ARPA del Lazio.
Lo studio ha seguito per nove anni tutti i cittadini romani adulti che al momento del censimento 2001 risiedevano a Roma da almeno cinque anni. L’esposizione di ciascuno al PM2.5 e diossido di azoto, è stata stimata in base al luogo di residenza, tenendo conto dell’uso del suolo, delle misurazioni a terra, e della distanza da strade molto trafficate. In media, i cittadini romani erano esposti a 23 µg/m3 di PM2.5 e 43.6 µg/m3 di diossido di azoto, con i livelli più alti nel centro e nella zona est della città. Sono valori di poco superiori a quelli proposti come nuovi limiti di esposizione UE.
In accordo con precedenti studi europei e americani, lo studio romano ha mostrato che il rischio di morte complessivo per cause non accidentali  aumenta del 4% per ogni 10 µg/m3 di PM2.5 e del 3% per ogni 10 µg/m3 di diossido di azoto.

Long-Term Exposure to Urban Air Pollution and Mortality in a Cohort of More than A Million Adults in Rome.
Cesaroni G, Badaloni C, Gariazzo C, Stafoggia M, Sozzi R, Davoli M, Forastiere F.
Environmental Health Perspectives.
2013 Jan 8.

http://ehp.niehs.nih.gov/wp-content/uploads/2013/01/ehp.1205862.pdf

Condividi
Share

Leggi tutto

COME SI MUOVONO I BAMBINI ITALIANI: QUASI MAI DA SOLI, SPESSO IN AUTO

Per la prima volta in Italia sono disponibili dati sui livelli di autonomia negli spostamenti quotidiani dei bambini tra i 7 e i 14 anni, grazie alla partecipazione alla ricerca “Indipendent Mobility as a Critical Aspect of Children’s Development and Quality of Life” da parte del gruppo di lavoro del progetto internazionale “La Città dei bambini” (ISTC) del CNR.

La ricerca, coordinata dal Policy Studies Institute di Londra, vede la partecipazione di 17 Paesi in tutto il mondo. Il suo obiettivo, oltre alla raccolta di dati, è quello di individuare e di diffondere buone pratiche per favorire una maggiore autonomia dei bambini nei piccoli spostamenti di tutti i giorni, considerata un elemento fondamentale per un sano sviluppo psico-fisico.

I dati italiani hanno evidenziato, tra l’altro, un’autonomia che pur crescendo con l’età rimane molto ridotta, sensibili differenze di genere a favore dei maschi e un grande uso dell’auto anche per i percorsi più brevi come quello casa – scuola.

Il report completo della ricerca in italiano e’ disponibile sul sito:

http://www.lacittadeibambini.org/news/20121109.htm

A. Alietti, D. Renzi, M. Vercesi e A. Prisco. “Children’s Independent Mobility in Italy: il Report della ricerca italiana”,  Agosto 2011,
Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, CNR – Roma

Condividi
Share

Leggi tutto

Costi e incidenza dell’asma infantile causato da inquinamento da traffico sono in aumento

I costi sociali riconducibili all’asma infantile da inquinamento atmosferico sono decisamente in aumento rispetto al passato. Un team di ricercatori dell’Università del Massachussets insieme ai colleghi californiani e Svizzeri hanno stimato che i costi specifici dell’asma da inquinamento ammontano a circa 18 milioni di dollari all’anno.
Le spese conteggiate nello studio comprendono i giorni persi a lavoro dai genitori, le visite extra, il costo degli spostamenti per visite ed esami, tanto che ogni singolo caso di asma costa più di 900 dollari.
I costi annui per famiglia arrivano a essere maggiori di 2 punti della soglia di sostenibilità del 5% per le spese sanitarie.
Infine lo studio accerta che i costi per l’asma sono maggiori nelle aree urbane rispetto alle aree meno inquinate, imputando all’inquinamento da traffico veicolare una grande responsabilità nell’incidenza dell’asma nei bambini.

http://erj.ersjournals.com/content/early/2012/01/24/09031936.00157811.abstract?sid=72de1ca1-c6aa-425b-a676-f0eac669b220

S.J. Brandt, L. Perez, N. Künzli, F. Lurmann and R. McConnell.
European Respiratory Journal (ERJ),

Condividi
Share

Leggi tutto

Incidenza del diabete ed esposizione prolungata all’inquinamento da traffico

Esiste una correlazione significativa dal punto di vista statistico tra alcuni tipi di diabete e la prolungata esposizione a inquinamento da traffico.
In questo studio è stato riscontrato che tra i casi conclamati di diabete, gli effetti dovuti all’inquinamento atmosferico sono maggiormente riscontrabili in pazienti non fumatori e fisicamente attivi.
La prolungata esposizione al traffico può favorire l’insorgenza del diabete specialmente in individui, non fumatori e che conducono uno stile di vita sano.

http://care.diabetesjournals.org/content/early/2011/11/03/dc11-1155.short?rss=1

Accepted October 7, 2011. The American Diabetes Association.

Condividi
Share

Leggi tutto

Agenzia Europea per l’Ambiente: inquinamento dell’aria da impianti industriali costo Europa nel 2009

Il nuovo rapporto dell’EEA Dal nuovo rapporto dell’EEA (Agenzia Europea per l’Ambiente): L’inquinamento dell’aria da impianti industriali è costato all’Europa nel 2009 più di 169 milioni di euro

Il nuovo rapporto dell’EEA ha stimato che l’inquinamento atmosferico prodotto dagli impianti industriali europei è costato, solo nel 2009, dai 102 ai 169 milioni di € e che metà di questa cifra, spesa per i danni alla salute e all’ambiente (circa 51-85 milioni di €) è imputabile a solo 191 impianti.
Le attività più costose per l’ambiente sono: la produzione di energia (66-112 milioni €), le raffinazione del petrolio, la produzione (23-28 milioni €) e la combustione (8-21 milioni €) industriali, lo smaltimento dei rifiuti e particolari attività agricole. Queste stime aumentano includendo i dati, non analizzati dall’ EEA, relativi a trasporti e consumi domestici.
Il costo da danno ambientale per ogni cittadino europeo ammontava nel 2009 variava da 200 a 330 €/ab. Gli stati con gli impianti più grandi e più inquinanti sono Germania, Polonia, UK, Francia e Italia.

http://www.eea.europa.eu/pressroom/newsreleases/industrial-air-pollution-cost-europe

European Environment Agency (EEA), Published: Nov 24, 2011

 

Condividi
Share

Leggi tutto