Gli additivi motori Diesel possono migrare in forma di nanoparticelle dai polmoni al fegato

Uno studio recente della Marshall University ha dimostrato che l’ossido di Cerio, in forma di nanoparticella (detto anche “Cerina”), usato come additivo per i carburanti Diesel nei motori con tecnologia FAP, se respirato, può migrare dai polmoni al fegato tramite il flusso sanguigno. All’aumento della concentrazione di ossido di Cerio corrisponde un aumento dello stato infiammatorio del fegato degli animali esposti a tale sostanza.
Visto il largo impiego di questi nanomateriali nell’industria automobilistica (riduzione delle emissioni nei motori diesel e aumento dell’efficienza dei carburanti) e nei prodotti di largo consumo (agente lucidante per il vetro, nei televisori e nelle lenti a contatto) si impone la necessità di comprenderne gli eventuali effetti dannosi sulla salute e i possibili meccanismi di tossicità.

http://dx.doi.org/10.2147/IJN.S25119
Authors: Nalabotu SK, et al.; International Journal of Nanomedicine, October 13 2011. Volume 2011:6 Pages 2327 – 2335

 

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Effect of Air Pollution Control on Life Expectancy in the United States: An Analysis of 545 U.S. Counties for the Period from 2000 to 2007

Reductions in PM2.5 were associated with improvements in life expectancy for the period from 2000 to 2007. Air pollution control in the last decade has continued to have a positive impact on public health.

http://journals.lww.com/epidem/Abstract/publishahead/Effect_of_Air_Pollution_Control_on_Life_Expectancy.99448.aspx

Correia, Andrew W.; Pope, C. Arden III; Dockery, Douglas W.; Wang, Yun; Ezzati, Majid; Dominici, Francesca; Epidemiology, 3 December 2012.

“Want to Live Longer? Breathe Clean Air” ,  Ecco un commento all’articolo sul New York Times, 10.12.2012, NICHOLAS BAKALAR :

… “What this means is that even if particulate pollution has been declining in recent years at a slower rate, even if we have already done a lot of cleanup, still continuing to clean is important,” said the senior author, Francesca Dominici , a professor of biostatistics at the Harvard School of Public Health. “Our paper is strong evidence that additional investment in cleaning the air is beneficial.”

http://well.blogs.nytimes.com/2012/12/10/want-to-live-longer-breathe-clean-air/?partner=rss&emc=rss

 

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Milano batte tutti i record

Ogni anno quasi 1600 morti, 160 tumori al polmone e 6000 bronchiti all’anno si potrebbero evitare se le polveri scendessero del 50%. Si tratta di effetti a breve e a lungo termine sulla salute dei milanesi, risultati da uno studio dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano.

Effetti a breve e a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana.  Anno 2007.
Paolo Crosignani, Andrea Tittarelli, Alessandro Borgini, Martina Bertoldi.
Unità di Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori, Istituto Nazionale Tumori, Milano

Istituto Nazionale Tumori, 2007

 

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L’Università di Trieste studia l’ECOPASS milanese

In un interessante articolo del 2009 gli esperti valutano attraverso una analisi di costi benefici l’impatto dell’Ecopass sull’economia milanese. Il rapporto dimostra che Ecopass ha avuto un’importante ricaduta in termini di riduzione dell’inqunamento e della congestione veicolare a fronte di costi di implementazione ridotti

Working Paper n.122,  2009, L. Rotaris, R. Danielis, E. Marcucci, J. Massiani, The urban road pricing scheme to curb pollution in Milan: a preliminary assesment
 
 
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Una riduzione parziale dell’inquinamento atmosferico produrrebbe importanti miglioramenti della salute in tempi brevi

Vengono quantificati alcuni dei guadagni di salute conseguenti a riduzioni anche limitate dell’inquinamento atmosferico. Poiché la relazione tra la concentrazione del particolato e la mortalità, sia per gli effetti a breve sia per gli effetti a lungo termine, è lineare e non esiste né evidenza di soglie, gli effetti ottenibili da una riduzione anche limitata dell’inquinamento sulla salute sono importanti e ottenibili in un arco di tempo di pochi anni.

Ridurre l’esposizione della popolazione all’inquinamento atmosferico rappresenta quindi una importante misura di prevenzione.
Paolo Crosignani, Epidemiologia e Prevenzione, Gennaio-Aprile 2010.

P. Crosignani. Epidemiologia&Prevenzione 2010; 34 (1-2), pagine: 19-22

 

 

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Diabete e inquinamento da traffico

Uno studio tedesco si e’ concentrato su un campione di donne non piu’ giovanissime che vivono nelle aree urbane ed ad alto tasso di industrializzazione della Ruhr per un arco di tempo di 16 anni.
Il risultato e’ un netto incremento del rischio di diabete di tipo 2 dovuto all’esposizione a inquinamento da traffico.
In questo studio viene indicato anche uno dei meccanismi che potrebbe collegare l’inquinamento dell’aria al diabete di tipo 2: si ipotizza che una costante infiammazione clinica delle pazienti dovuta al contatto con gli inquinanti aumenterebbe il rischio di sviluppare la malattia.

Traffic-Related Air Pollution and Incident Type 2 Diabetes: Results from the SALIA Cohort Study.
U. Krämer et al., Environ Health Perspect. 2010 September; 118(9): 1273–1279

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2944089/?report=abstract

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L’aspettativa di vita aumenta quando si riducono le polveri sottili

Il New England Journal of Medicine torna su polveri sottili e salute con un nuovo studio, che porta buone notizie. Nelle città americane dove le polveri sottili sono diminuite l’aspettativa di vita è aumentata.

E il contributo dell’aria più pulita all’allungamento della vita può arrivare fino al 15%. Quindi una riduzione dell’esposizione all’inquinamento da particolato provoca miglioramenti significativi e misurabili dell’aspettativa di vita.

Lo studio, pubblicato sulla rivista medica più prestigiosa al mondo, è particolarmente importante perché gli autori, Pope e Dockery, sono i ‘padri’ delle ricerche su salute e polveri sottili.

La scienza parla chiarissimo: tante polveri, tante malattie, tanti morti; meno polveri, meno malattie, meno morti. Che cosa aspettano politici, amministratori, cittadini?

Link: C. Arden Pope, III et al., Fine-Particulate Air Pollution and Life Expectancy in the United States, New England Journal of Medicine (360):376-386 January 22, 2009

http://www.pakiri.com/testi_doc/nejm_200901.pdf

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L’aria inquinata fa molto male alla salute: i primi studi

L’associazione fra inquinamento da particolato e mortalità per malattie cardiorespiratorie e tumore ai polmoni è stata osservata per la prima volta in due studi epidemiologici della Harvard University effettuati sugli abitanti di varie città americane e pubblicati negli anni Novanta.

Allegato: Pope CA, et al. Particulate air pollution as a predictor of mortality in a prospective study of U.S. adults. Am J Respir Crit CareMed 1995 Mar;151(3 Pt 1):669-74 (pdf)

http://www.pakiri.com/sites/default/files/amj_respir.pdf

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Vivere in aree urbane: un fattore di rischio per bronchi iperattivi

Uno studio italiano analizza l’effetto sulla reattivita’ bronchiale considerando come fattore di rischio il luogo di residenza: al CNR di Pisa sono stati paragonati pazienti che vivono a Pisa con pazienti che vivono in campagna, nella zona del Delta del Po.
E’ stato rivelato un effettivo aumento della iperattivita’ bronchiale nei soggetti che vivono in aree urbane.
Le categorie a maggior rischio sono risultate le donne, i fumatori, i bambini, gli anziani oltre alle persone gia’ affette da altre patologie.

CHEST. February 2009; 135(2): 434-441

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