News

Progetto VIIAS, Valutazione Integrata dell’Impatto dell’Inquinamento atmosferico sull’Ambiente e sulla Salute

Il Progetto VIIAS, finanziato nel quadro delle iniziative del Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute, ha effettuato la valutazione integrata dell’inquinamento atmosferico in Italia valutando l’intera catena di eventi (dalle politiche, alle fonti di esposizione, alle modalità di esposizione, agli impatti) che possono influire sulla salute della popolazione.

Il progetto Viias presenta (giugno 2015) la prima mappa dettagliata dell’impatto sanitario dell’inquinamento in Italia: al Nord il 65% della mortalità. Biomasse e Diesel principali minacce per la salute. Il rispetto della legge salverebbe 11.000 vite all’anno.

 

Condividi
Share

Leggi tutto

News

Il nuovo studio ‪OMS‬ sullo SMOG: 7 milioni di ‪morti‬ nel mondo nel 2012

Nuove stime OMS sulle morti premature legate all’inquinamento dell’aria. Sono 7 milioni in tutto il mondo nel 2012, il doppio rispetto alle stime precedenti. L’inquinamento dell’aria è il primo fattore di rischio ambientale al mondo. Ridurre l’inquinamento potrebbe salvare milioni di vite.
I nuovi dati hanno dimostrato un legame forte fra l’inquinamento indoor e outdoor e le malattie cardiovascolari, e fra inquinamento e cancro. Questo si aggiunge al ruolo dell’inquinamento nel causare malattie respiratorie, incluse le infezioni e la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

WHO, mediacentre, news release of 25.3.2014, Ginevra

http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2014/air-pollution/en/

Condividi
Share

Leggi tutto

News

L’inquinamento dell’aria uccide anche sotto i limiti dell’Unione Europea

Uno studio pubblicato su Lancet stima che ogni aumento di 5 microgrammi per metro cubo (5µg/m3) nell’esposizione annuale al particolato fine (PM2.5), aumenta del 7% il rischio di morte per cause naturali.

“Una differenza di 5µg/m3 è quella che si misura fra una strada urbana trafficata e una località poco esposta al traffico”, ha dichiarato Rob Beelen dell’Università di Utrecht, primo autore dello studio. Il lavoro, che fa parte del progetto europeo ESCAPE, ha esaminato i dati di quasi 370 000 persone in 22 gruppi, seguiti per circa 14 anni. Per ogni persona, i ricercatori hanno stimato l’esposizione annuale media agli ossidi di azoto e al particolato.

I risultati hanno mostrato che l’esposizione a lungo termine al particolato di diametro inferiore ai 2,5 micrometri (PM2.5)  aumenta il rischio di morte – soprattutto per gli uomini –  anche a livelli molto inferiori ai limiti europei.

Secondo Beleen, lo studio conferma che i limiti UE per la qualità dell’aria (255µg/m3)  non sono sufficienti a proteggere la salute dei cittadini europei, e che un abbassamento dei limiti fino alle linee guida OMS di 10 µg/m3 ridurrebbe significativamente il numero di malattie e morti premature.

Effects of long-term exposure to air pollution on natural-cause mortality: an analysis of 22 European cohorts within the multicentre ESCAPE project

Beelen et al.  The Lancet, Early Online Publication, 9 December 2013 doi:10.1016/S0140-6736(13)62158-3 

http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2813%2962158-3/abstract

Condividi
Share

Leggi tutto