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Anche il FAI combatte l’inquinamento

L’inquinamento dell’aria non danneggia solo la nostra salute, gli ecosistemi e quindi la flora e la fauna, ma anche il nostro patrimonio culturale.

Gli inquinanti contenuti nell’aria corrodono, anneriscono e degradano i nostri monumenti e quindi impoveriscono il nostro patrimonio culturale. Ciò rappresenta spesso un ingente costo conseguente alla necessità di restauro dei monumenti,  altre volte invece una perdita irreparabile dell’integrità artistica dei nostri monumenti.

Per evidenziare questo tema il FAI, dal 2013,  ha aderito all’European Environment Bureau e ci affianca nel sostenere attivamente le politiche per la riduzione degli inquinanti dell’aria e ha predisposto con il CNR e la nostra collaborazione, un bellissimo documento sul tema dell’impatto dell’inquinamento dell’aria sui monumenti “Il respiro dell’arte“.

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L’inquinamento dell’aria uccide anche sotto i limiti dell’Unione Europea

Uno studio pubblicato su Lancet stima che ogni aumento di 5 microgrammi per metro cubo (5µg/m3) nell’esposizione annuale al particolato fine (PM2.5), aumenta del 7% il rischio di morte per cause naturali.

“Una differenza di 5µg/m3 è quella che si misura fra una strada urbana trafficata e una località poco esposta al traffico”, ha dichiarato Rob Beelen dell’Università di Utrecht, primo autore dello studio. Il lavoro, che fa parte del progetto europeo ESCAPE, ha esaminato i dati di quasi 370 000 persone in 22 gruppi, seguiti per circa 14 anni. Per ogni persona, i ricercatori hanno stimato l’esposizione annuale media agli ossidi di azoto e al particolato.

I risultati hanno mostrato che l’esposizione a lungo termine al particolato di diametro inferiore ai 2,5 micrometri (PM2.5)  aumenta il rischio di morte – soprattutto per gli uomini –  anche a livelli molto inferiori ai limiti europei.

Secondo Beleen, lo studio conferma che i limiti UE per la qualità dell’aria (255µg/m3)  non sono sufficienti a proteggere la salute dei cittadini europei, e che un abbassamento dei limiti fino alle linee guida OMS di 10 µg/m3 ridurrebbe significativamente il numero di malattie e morti premature.

Effects of long-term exposure to air pollution on natural-cause mortality: an analysis of 22 European cohorts within the multicentre ESCAPE project

Beelen et al.  The Lancet, Early Online Publication, 9 December 2013 doi:10.1016/S0140-6736(13)62158-3 

http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2813%2962158-3/abstract

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Traffico e inquinamento riducono la capacità polmonare dei bambini in età scolare

Il gruppo di ricerca del progetto europeo ESCAPE ha dimostrato che i bambini di 6-8 anni che hanno vissuto in zone più inquinate hanno polmoni che funzionano peggio. Lo studio, che fornisce per la prima volta una misura accurata dell’effetto su più di 6 000 bambini in 5 Paesi, osserva un’associazione fra l’esposizione agli ossidi d’azoto (NOx), il PM2.5,  il contenuto di black carbon del PM2.5 e la capacità polmonare misurata con spirometria.
Anche se l’effetto rimane di piccola entità per il singolo bambino, è sufficiente ad aumentare significativamente il numero di bambini con bassa funzionalità respiratoria, definita come volume d’aria espirata forzatamente in 1 secondo (FEV1)  inferiore all’85% del volume previsto.
Non è chiaro se il danno degli inquinanti possa essere compensato negli anni dell’adolescenza o se, come suggeriscono alcuni studi,  i bambini esposti entreranno nell’età adulta – quando la capacità polmonare comincia naturalmente a diminuire – con funzionalità già ridotte.
Air Pollution Exposure and Lung Function in Children: The ESCAPE Project.

Gehring et al. Environ Health Perspect; DOI:10.1289/ehp.1306770

27 Settembre 2013

http://ehp.niehs.nih.gov/1306770/

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