Il Coronavirus e la Milano che sarà

In meno di un mese la pandemia di COVID-19 ha cambiato il mondo e ci sta costringendo ad affrontare, nel complesso, forse la crisi più difficile dal 1945.
La nostra dinamica città, quella che aveva reagito orgogliosamente con #milanononsiferma, si è presto resa conto di aver sbagliato piombando in un silenzio irreale, aspettando, paralizzata e con ansia, che quell’orgoglio non si fosse tramutato in contagi e poi decessi. In questa soleggiata primavera, in cui la quiete è interrotta solo dalle angoscianti sirene delle autoambulanze, chiusi in casa noi dobbiamo iniziare a guardare al futuro. Cominciando dal presente, da quello che stiamo vivendo ora.

I MEZZI PUBBLICI
Siamo realisti: la prima cosa a cui dobbiamo pensare è che l’uso dei mezzi pubblici subirà un grosso contraccolpo per questa pandemia. Perché? Perché quando lentamente torneremo ad uscire di casa nei prossimi mesi, il virus sarà ancora una minaccia fino quando non verrà trovato un vaccino o una cura. E’ comprensibile che i luoghi affollati ci faranno paura. Molti saranno ancora vietati o con regole molto stringenti. E uno di questi luoghi sono i mezzi pubblici. In questi giorni abbiamo criticato ATM, come prima avevamo fatto con Trenord, per la riduzione delle corse che portava ad aumentare l’affollamento, e citavamo l’esempio del metrò di Copenaghen che invece aveva incrementato le corse per garantire un maggior distanziamento fisico fra le persone. Approfondisci

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Auto: Migliore efficienza emissioni Carbonio entro 2015

Il trasporto su strada è responsabile delle 17,5% delle emissioni di gas serra in Europa e le emissioni sono aumentate del 23% tra il 90 e il 2009.
Per ridurre le emissioni l’Europa ha introdotto dei limiti per le auto destinate al trasporto di persone: nel 2010 il limite era 140, 3 gCO2/km e nel 2015 si porterà gradualmente a 130 gCO2/km.
I limiti variano per ogni produttore in funzione del numero di auto prodotte e sono previste delle sanzioni calcolate in base alla differenza verso il limite imposto e il numero di auto vendute.
32 produttori di auto (circa 80%) hanno raggiunto già nel 2010 i limiti previsti per il 2012.
Toyota, Peugeot e Citroen sono già molto vicine al limite previsto per il 2015, mentre altri devono ancora ridurre di almeno 14 gCO2/km le proprie emissioni. Le multe stimate per il 2012 potrebbero raggiungere i 10 milioni di euro. Il gruppo Fiat ha uno dei valori medi più bassi di emissioni tra i grandi gruppi automobilistici. La normativa Europea affianca alle politiche sanzionatorie degli incentivi, in forma di supercrediti, per i veicoli basso emissivi o che usano biocarburante.

http://www.eea.europa.eu/highlights/most-carmakers-must-further-improve?&utm_campaign=newsletter.2011-12-20.7820111805&utm_medium=email&utm_source=EEASubscriptions
European Environment Agency (EEA) – Published : Dec 20, 2011

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