DEHOR E POSTI AUTO: LA NOSTRA DOMANDA A CONFCOMMERCIO MILANO

Si è svolto in questi giorni un intenso dibattito sull’aggiornamento del Regolamento sulle occupazioni di suolo pubblico temporanee e leggere, che ricordiamo essere state offerte dal Comune di Milano in piena emergenza pandemica per garantire la continuità delle attività commerciali e che riguardano:

  1. l’utilizzo del marciapiede quando possibile
  2. l’utilizzo di spazio su altezza carreggiata.

Se sul marciapiede si tratta di una configurazione anomala a prescindere, che richiede una regolamentazione molto attenta in quanto si va a erodere dello spazio dedicato ai pedoni, è della carreggiata invece che vogliamo parlare, perché in questo caso si tratta di liberare posti auto per offrire un diverso utilizzo da parte di utenti “altri” che non siano automobilisti.

Cosa è successo

Per trovare un compromesso tra le esigenze dei posti auto e dei commercianti, è stata proposta la “stagionalità” delle occupazioni per le strutture leggere:

le occupazioni di suolo pubblico che si trovano sullo stesso piano della carreggiata in sostituzione della sosta, potranno essere solo stagionali, nel periodo tra il 15 aprile al 15 ottobre”.

A questa proposta è seguito un emendamento presentato all’ultimo da un consigliere della lista Sala, che ha invece chiesto di eliminare il concetto di “stagionalità” e di mantenere la concessione per tutto l’anno. L’emendamento è stato approvato.

Vecchi e nuovi “diritti” sullo spazio pubblico

La nostra posizione di fronte a questo dibattito non è se tifare per una scelta di concessione stagionale o di tutto l’anno quanto di analizzare gli elementi culturali che ci stanno dietro:

  • la frase sulla stagionalità parla di “occupazioni di suolo pubblico sullo stesso piano della carreggiata” e di “sostituzione della sosta”. Tra le righe il significato è chiarissimo: “lo spazio è delle auto e alle auto deve tornare”.
  • La proposta di “stagionalità” manda un secondo chiaro messaggio: nonostante l’evidenza che sono proprio le occupazioni di suolo pubblico sul piano carreggiata, quando impossibilitate a usufruire dei marciapiedi esistenti, che hanno permesso a tante attività di resistere alla crisi, la salvaguardia della “sosta” e dei posti auto resta ancora un tema prioritario.
  • Non ci risulta che ci sia stato un dibattito altrettanto infuocato sulla condivisione dello spazio sui marciapiedi. Ci sono stati discussioni ed emendamenti certamente ma senza i toni che hanno accompagnato le discussioni sulla carreggiata. Di fatto, ancora oggi è meno complicato e divisivo discutere di spazio destinato ai pedoni che alle auto.

Pur ricordando il valore della scelta che il Comune ha fatto dopo il primo lockdown nel dare concessioni sullo spazio pubblico, è evidente la distorsione culturale che resta alla base anche di scelte coraggiose: se si vanno a toccare i “diritti” della sosta lo si fa in condizioni di emergenza, contingenti, mai di principio.

E’ ovvio allora che, se un dibattito sullo spazio pubblico parte sempre dal retaggio culturale del secolo scorso, la fatica per aprire una nuova breccia sul suo utilizzo è enorme.

La nostra domanda a Confcommercio Milano

Anche se il tema e le decisioni appartengono alla Giunta, questa volta è a Confcommercio Milano che ci interessa porre una domanda:

“La vostra posizione sull’utilizzo dell’auto e sui benefici che il traffico porterebbe al giro di affari dei commercianti è sempre stata chiara. Per cosa vi batterete in questo caso, per tutelare i “diritti” delle auto o per salvaguardare gli interessi dei commercianti che rappresentate?”

Articolo Corriere qui

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