I Piani della mobilità scolastica in Svizzera: un confronto con l’esperienza dell’Associazione Traffico e Ambiente
Alla fine del 2020 Genitori Antismog ha avviato in tutti gli Istituti Comprensivi del Municipio 6 di Milano un percorso partecipato per la redazione e implementazione dei Piani della Mobilità Scolastica. Anche se non più obbligatori per legge, si tratta di uno strumento, fondamentale per promuovere una mobilità più sostenibile e attiva a livello cittadino.
L’esperienza, ancora in corso, ci ha fatto scoprire e avviare un dialogo con altre realtà che stanno portando avanti percorsi analoghi in Italia ma soprattutto all’estero. Tra queste, l’elvetica Associazione Traffico e Ambiente (ATA/ATE), per la quale abbiamo intervistato Mattia Leonardi, incaricato dei Piani di mobilità scolastica:
In Svizzera non esiste una legge che impone a Comuni e/o scuole di redigere il proprio Piano della Mobilità Scolastica, quali sono i motivi principali che vi hanno portato a occuparvi di questo tema?
Il punto di vista e i bisogni dei bambini nella pianificazione del territorio sono stati spesso e volentieri dimenticati e trascurati. Di conseguenza le infrastrutture stradali come marciapiedi e piste ciclabili non sono adatte ad un pubblico vulnerabile come i bambini. Questo impatta sulla loro mobilità soprattutto nel tragitto casa-scuola, spingendo i genitori ad accompagnarli in automobile e non in modo attivo per ragioni di sicurezza. Per questo motivo la nostra associazione, ispirandosi alle esperienze pioniere sviluppate in Belgio e in Francia, ha deciso, ormai oltre 10 anni fa, di lanciarsi in questa sfida lavorando a stretto contatto con i Comuni interessati. Durante questo periodo, abbiamo realizzato più di 50 Piani di mobilità scolastica in tutta la Svizzera, collaborando con Comuni appartenenti a tutte le regioni linguistiche. Il progetto ha saputo adattarsi a contesti e specificità locali differenti: dai quartieri urbani, ai paesini di campagna, fino ai comuni alpini.
Quali sono gli aspetti più positivi e le principali criticità che avete riscontrato lavorando sui Piani?
Gli aspetti positivi sono, in primo luogo, essere riusciti a dar voce ai bambini e a sensibilizzare le autorità competenti rispetto ai loro bisogni e desideri, come quello di potersi recare a scuola camminando e pedalando così da poter vivere appieno questa esperienza; poi l’elevato coinvolgimento delle famiglie e degli allievi nel progetto. Infatti, il tasso medio di partecipazione raggiunge l’88%, un tasso elevato che dimostra come il tema risponda a un bisogno reale e sentito dalla popolazione. Infine il constatare che le raccomandazioni formulate e consegnate alle autorità vengano messe in atto dai Comuni, contribuendo a migliorare la sicurezza e la qualità dello spazio pubblico.
Per quanto riguarda le criticità, possiamo notare che per molte amministrazioni locali il benessere dei bambini e la loro sicurezza passa in secondo piano rispetto agli interessi degli automobilisti, ad esempio, nei casi in cui per migliorare la visibilità di certi passaggi pedonali è necessario eliminare dei posti auto. Oppure quando il concetto di strada scolastica viene presentato, spesso e volentieri la risposta che riceviamo è “dopo le auto non possono più passare”, evidenziando come la priorità non venga data alla sicurezza e all’autonomia dei bambini, ma piuttosto alla fluidità del traffico.
Secondo voi c’è attenzione sufficiente a livello internazionale sui Piani della Mobilità Scolastica?
Quando i Piani di mobilità scolastica vengono presentati a conferenze o seminari all’estero, notiamo sempre un grande interesse per questo tema. Recentemente la nostra associazione ha realizzato uno studio per analizzare le abitudini di mobilità degli allievi della Svizzera francese che ha riscontrato un notevole interesse (https://www.ata.ch/temi/studio-modus-piani-mobilita-scolastica-ginevra). Inoltre, negli ultimi anni abbiamo potuto osservare la realizzazione di un numero crescente di strade scolastiche, soprattutto in Europa e Canada, a dimostrazione del fatto che si sta procedendo nella direzione giusta.

