SE LA LOGISTICA NON E’…”LOGICA”

Il traffico è una parola che comprende problemi molto diversi tra loro e che richiedono analisi ed interventi diversi.

Una fortissima causa di traffico a Milano è senza dubbio il trasporto delle merci e non è solo un problema di numeri (quanti veicoli circolanti) o di dimensioni (è giusto far circolare in città furgoni così grandi?) ma anche di regole: quante volte assistiamo alla scena di un furgone in doppia fila o su un passo carraio o su una pista ciclabile invece che nel punto previsto di carico/scarico?

Per capire come funziona la distribuzione delle merci e cosa è la “logistica green“, ci siamo rivolti a Matteo Castronuovo, socio di Urban Bike Messenger, tra i primi “bike messenger” che hanno creduto fortemente nella possibilità di organizzare le consegne con la bici.

1. Può spiegarci come funziona la distribuzione delle merci in una città grande come Milano?
La distribuzione si divide su vari livelli e tipologie:
* C’è la distribuzione del parcel che vede i principali player mondiali (dhl, ups, fedex, tnt, amazon) e non solo (gls, bartolini, etc) avere gran parte del mercato.
Ognuno ha più magazzini a ridosso di Milano o nel primo hinterland e da lì ogni giorno partono le varie consegne che vengono suddivise per route e ogni route viene assegnata a vari operatori.
* Abbiamo inoltre distribuzione Gdo che serve dal supermercato fino al singolo negozio.
* Abbiamo poi tutte quelle attività che in proprio gestiscono “l’ultimo miglio”, andando in consegna in maniera autonoma o affidandosi a terzi.
* Per finire c’è tutto il mondo del “job in call” legato ai vari servizi express in giornata gestiti da pony express e bike messengers.
A grandi linee questi sono i principali flussi di distribuzione delle merci sulla città.

2. Il problema dei furgoni e furgoncini non è solo di traffico ma anche di rispetto delle regole. Doppie file, soste sul marciapiede, soste vietate…c’è un problema di norme che non vengono rispettate o semplicemente le stesse non sono più adeguate?
Questo è decisamente uno dei punti più controversi. Sia la totale mancanza del rispetto delle regole, sia una scarsa attività di monitoraggio da parte della polizia locale determinano questa situazione. Con le regole attuali si potrebbe fare molto meglio, ma sicuramente c’è un enorme bisogno di rivedere il codice della strada se si vuole favorire una mobilità dolce e un’accessibilità più ampia agli utenti deboli. Non è più pensabile una città che non tenga conto dell’enorme impatto che la logistica ha sul traffico e sull’occupazione irregolare di suolo pubblico. C’è sicuramente bisogno di rivedere certe regole e di fare un pensiero più ampio e strutturato per capire come si intende lavorare per una logistica sostenibile.

3. Corrieri in bici: per chi come noi sostiene una mobilità non motorizzata, il trasporto su bici è ovviamente molto apprezzato, ma fino a che punto esso può realisticamente sostituire quello con i mezzi tradizionali?
Le compagnie di bike messengers (o corrieri in bici) possono essere sicuramente un’ottima alternativa alle compagnie di pony express che da decenni utilizzano scooter o mezzi motorizzati per le loro consegne.
La dimostrazione sta nel fatto che da più di 10 anni a Milano sono nate sempre più compagnie di corrieri in bici e questo perche le esigenze del mercato si sono diversificate e, cosa più importante, le consegne in bici sono diventate un’alternativa più che valida alle consegne a motore.
Aziende come dhl, gls e ups, hanno capito l’importanza delle consegne in bici non solo da un punto di vista dell’immagine ma anche e soprattutto da un punto di vista della qualità del servizio e della produttività.
La stessa attenzione e lungimiranza la hanno avuta tutte quelle aziende che hanno smesso di utilizzare mezzi a motore per passare ad un trasporto sostenibile, verificando quotidianamente che la bici è un’alternativa non solo valida, ma per molti aspetti più efficiente rispetto ai mezzi motorizzati.
Queste dinamiche hanno spinto le compagnie di bike couriers ad investire sempre di più sulle bici cargo, permettendo loro di poter gestire consegne  oltre i 100 kg e con dimensioni decisamente importanti.
Un altro elemento determinante è dato da come viene mappata la città da chi lavora in bici.
La possibilità di utilizzare parchi, aree pedonali e zone a traffico limitato permette alla bici di competere e spesso di essere imbattibile rispetto a moto o auto.
Questo modo di mappare la città è al centro di studi di urbanistica ed è uno degli e elementi che permetterà nell’immediato futuro di ridisegnare e ripensare il modo di muoversi e vivere le città.
Questi studi sono fondamentali per definire quella che sarà la logistica sostenibile di domani.
Ripensare la città e i propri spazi è sicuramente la sfida dei prossimi decenni e in questa transizione la logistica avrà un ruolo importantissimo.
Ridefinire il modo di stoccare le merci, la creazione di hub di prossimità, la diminuzione dei mezzi privati e motorizzati sono sfide che per essere vinte hanno bisogno di coinvolgere le bici e chi da anni ha consuetudine con questo modo di fare trasporti.

4. Qual è il rapporto tra la volontà politica e il nuovo modello di sviluppo della logistica?
In questi anni chi ha lavorato per creare un modo nuovo di consegnare in città ha dovuto fare i conti con un ambiente ostile legato ad una bassissima conoscenza delle potenzialità della bici.
Le Istituzioni cittadine non hanno promosso in nessun modo concreto lo sviluppo di un nuovo modo di poter considerare il trasporto delle merci e purtroppo i risultati li abbiamo quotidianamente sotto gli occhi: inquinamento, vittime della strada, traffico incontrollato, riduzione degli spazi per i pedoni, scarsissima sicurezza stradale.
Purtroppo la mancanza di volontà politica ha aggravato un problema assai complesso e articolato come quello della gestione della mobilità.
Un nuovo modo di affrontare questi temi e una nuova visione di città è quello che in tanti si auspicano. Ovviamente chi si occupa di logistica green ha la speranza che vengano fatte delle scelte strutturali che possano permettere di assistere ad un cambiamento significativo del modo di gestire la distribuzione delle merci in città.

5. Come si può incentivare la logistica green se ancora siamo così indietro con la mobilità “normale“? Incentivare l’utilizzo delle bici introducendo alcuni semplici cambiamenti potrebbe servire ad iniziare questo passaggio:
• una seria e strutturata campagna di sensibilizzazione verso gli utenti della strada;
• dare priorità sulle strade urbane a pedoni, bici e utenti deboli;
• creazione di bike lane su tutte le strade;
• aumentare l’attuale limite di lunghezza di 3 mt (bici più carrello) in modo da poter avere la possibilità di utilizzare bici cargo più carrelli posteriori. Questo permetterebbe di ridurre drasticamente  il numero di furgoni soprattutto nelle aree centrali;
• doppio senso di marcia per le bici nelle strade a senso unico;
• parcheggi custoditi per le bici;
• agevolazioni fiscali per le aziende che utilizzano corrieri in bici o con mezzi elettrici;
• agevolazioni fiscali per aziende che incentivino i propri dipendenti al bike to work

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